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	<title>muscoli &#8211; La Finestra sulla Salute</title>
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	<description>Integratori Alimentari di Alta Qualità</description>
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		<title>Proteggere i Muscoli dall&#8217;Allenamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Lambertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[OTTIMIZZARE RENDIMENTO SPORTIVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="486" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" />Proteggere i muscoli A cura di Vladimiro Lambertelli L&#8217;attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l&#8217;ossigeno (aumento della respirazione polmonare e dell&#8217;attività dei mitocondri delle cellule muscolari, etc.) e conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno. Anche le reazioni biochimiche legate all&#8217;accumulo</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/proteggere-i-muscoli-dall-allenamento/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="486" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/esercizioFisico2-e1678116025639-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Proteggere i muscoli</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/vladimiro-lambertelli/">A cura di Vladimiro Lambertelli</a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l&#8217;ossigeno (aumento della respirazione polmonare e dell&#8217;attività dei mitocondri delle cellule muscolari, etc.) e conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno. <span id="more-281"></span>Anche le reazioni biochimiche legate all&#8217;accumulo e rimozione dell&#8217;acido lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali liberi. Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali liberi (perossidi), è una delle cause del dolore muscolare; lo stesso avviene per i globuli rossi, contribuendo a determinare o accentuare l&#8217;anemia negli atleti.<br />
L&#8217;attacco dei radicali liberi non finisce quando si smette di allenarsi; specialmente i radicali idrossili OH-, continuano a danneggiare per un lungo periodo; gli OH- reagiscono con i grassi delle membrane cellulari muscolari degradandoli con un processo chiamato perossidasi lipidica; questo crea vere distruzioni nei processi cellulari. I grassi, chiamiamoli eufemisticamente &#8220;rancidi&#8221;, diventano a loro volta radicali liberi chiamati perossidi, che accrescono il danno e generano altri radicali e così via. In ogni sessione di esercizio intenso, si crea letteralmente una reazione a catena che dura fino a 20 ore.<br />
Il danno muscolare causato dai radicali liberi prodotti durante l&#8217;esercizio, non è che l&#8217;inizio di una sequenza che andrà avanti per alcuni giorni; come per ogni danno tissutale, appena avviene, il sistema immunitario si attiva per combatterlo. L&#8217;attività di base viene svolta dai neutrofili, che si muovono per spazzare via le cellule muscolari morte o morenti; facendo questo però, rilasciano masse di radicali liberi anche loro, causando danni ulteriori. Tuttora questo meccanismo perverso con cui il corpo si difende è spiegato da alcuni ricercatori come una &#8220;debolezza&#8221; di evoluzione del sistema umano.<br />
Il risultato di questa circolazione di radicali liberi è che qualsiasi sessione di esercizio intenso vi lascia incapaci di allenarvi decentemente nei successivi giorni; se ci si sforza e si continua ad insistere, si rischia di avere danni più seri.<br />
Molti atleti ed allenatori hanno compreso l&#8217;importanza di combattere i radicali liberi, poiché se l&#8217;allenamento è troppo intenso causa danno cellulare ed una perdita di muscolo e forza; se invece non lavorano intensamente i muscoli non sono sufficientemente stimolati e quindi perdono potenza. Gli antiossidanti possono essere una soluzione efficace a riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli antiossidanti proteggono i muscoli</strong><br />
I radicali liberi uccidono cellule indiscriminatamente, avvelenano gli enzimi, producono sostanze chimiche tossiche distruggendo membrane cellulari con la perossidazione lipidica e alla fine capita anche che il corpo si danneggi da solo per difendersi; quindi si ha bisogno di una varietà di meccanismi di difesa per superare il problema. Il corpo combatte contro l&#8217;ossidazione con tre principali antiossidanti endogeni, la catalasi che neutralizza i perossidi di idrogeno, la superossidodismutasi (SOD) che distrugge i radicali superossidi e la glutatione perossidasi che detossifica i perossidi. L&#8217;utilizzo preventivo di supplementi antiossidanti negli atleti è necessario per combattere l&#8217;inevitabile danno muscolare causato dai radicali liberi generati dall&#8217;esercizio, nonché per accorciare il tempo di recupero degli allenamenti; l&#8217;integrazione antiossidante dovrebbe essere parte integrante di ogni programma nutrizionale di tutte le discipline sportive.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protocollo integrativoBio-Food è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l&#8217;allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<strong><a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html"><span style="color: #003366;">Mitoddy</span></a></strong>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <span style="color: #003366;"><a style="color: #003366;" href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<span style="text-decoration: underline;"><strong>BIOnadhplus</strong></span></a></span>), antiossidanti dell&#8217;ultima generazione (<span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html"><span style="color: #003366; text-decoration: underline;">NutrigenSOD</span></a></strong></span>), (<span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html"><span style="color: #003366; text-decoration: underline;">Cuprum C</span></a></strong></span>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">*E’ importante sapere che la Vitamina E può essere sia sintetica che naturale.<br />
Il d-Alfa Tocoferolo è naturale; il dl-Alfa Tocoferolo è sintetico. La sigla “d” e la sigla “dl” sono la chiave per riconoscere la forma naturale da quella sintetica.<br />
Studi clinici mostrano inequivocabilmente che la forma di Vitamina E naturale, il d-alfa tocoferolo, aumenta i livelli di vitamina E nel siero del 40% e nei globuli rossi del 300% rispetto alla forma sintetica dl-alfa tocoferolo. (Dr. M. Colgan 1993).</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="clear"></div></p>
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		<title>Le lesioni nella corsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="455" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Le lesioni nella corsa A cura di Paride Travaglini Correre fa bene alla salute, ma come visto la corsa è uno sport traumatico e se non praticata nella maniera corretta può causare problemi più o meno gravi. Le lesioni riguardano principalmente i muscoli, i tendini e le articolazioni; cause e concause di tali problematiche sono da ricondursi</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/le-lesioni-nella-corsa/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="455" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Le lesioni nella corsa</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Correre fa bene alla salute, ma come visto la corsa è uno sport traumatico e se non praticata nella maniera corretta può causare problemi più o meno gravi.<br />
Le lesioni riguardano principalmente i muscoli, i tendini e le articolazioni; cause e concause di tali problematiche sono da ricondursi principalmente a sovraccarichi funzionali usuranti, quindi ad una non corretta gestione dell&#8217;allenamento.<br />
Nella corsa di resistenza le lesioni muscolari sono favorite dall&#8217;imperfetta preparazione o inadeguato riscaldamento, da carenze tecniche nella corsa e scarsa flessibilità, dall&#8217;indebolimento del muscolo per precedente lesione non ancora completamente stabilizzata, da esiti cicatriziali, dall&#8217;aumento della tensione muscolare legata sia a fattori fisici che psicologici e non da ultimo dall&#8217;affaticamento del muscolo per superallenamento e quindi da un recupero insufficiente dopo un precedente sforzo.<span id="more-227"></span><br />
Questo fattore è forse quello che si riscontra maggiormente negli atleti “amatori” (soprattutto fai da te) abituati molto spesso a non considerare il recupero parte integrante ed importante dell&#8217;allenamento ed attribuire alla causa del trauma uno scarsa forza muscolare.<br />
Ci sono traumi diretti come le contusioni e lesioni muscolari acute dovute a traumi indiretti quali contrazione troppo rapida del muscolo proveniente da una fase di completo rilasciamento, oppure da un iper-allungamento o ancora da un sovraccarico di lavoro, che in base alla gravità si distinguono in contratture, stiramenti o elongazioni, distrazioni e che sono quelle più critiche per lo sportivo.<br />
Nella corsa i muscoli interessati più frequentemente dalle lesioni acute sono il quadricipite, il tricipite surale e i muscoli ischio-crurali.<br />
La contrattura non è una vera e propria lesione. E&#8217; una contrazione involontaria, insistente, caratterizzata dall&#8217;aumento diffuso del tono muscolare, con dolore non localizzato, ritardato a latenza variabile rispetto all&#8217;attività sportiva che in genere può essere portata a termine senza problemi; si cura con calore, massaggi e stretching.<br />
L&#8217;elongazione o stiramento avviene per sollecitazione eccessiva in allungamento del muscolo. Si tratta anche in questo caso di un&#8217;alterazione del tono muscolare; si assiste ad una distensione delle fibrocellule muscolari ma non c&#8217;è rottura e quindi tumefazione o ecchimosi.<br />
La sintomatologia si manifesta con un dolore acuto a livello dell&#8217;intera fascia muscolare durante l&#8217;attività sportiva e in genere non impedisce il suo proseguimento; tuttavia il fastidio tende ad aumentare progressivamente.<br />
E’ molto importante interrompere subito la gara o l’allenamento per evitare di procurarsi una lesione più seria. Le distrazioni (conosciute più comunemente come strappi) sono lesioni gravi caratterizzate da lacerazioni delle fibre muscolari; a seconda della gravità e quindi della percentuale delle fibre coinvolte abbiamo distrazioni di 1°, 2°, e di 3° grado.<br />
Nella distrazione di 1°grado il dolore è di tipo trafittivo ed impedisce il proseguimento dell&#8217;attività ed il muscolo è doloroso in toto.<br />
La distrazione di 2° grado è caratterizzata da impotenza funzionale, dolore localizzato in un punto preciso con ecchimosi tardive.<br />
Nella distrazione di 3°grado si assiste all&#8217;interruzione totale o subtotale del muscolo; compare un ematoma istantaneo e si avverte dolore anche a riposo. Si ha impotenza funzionale immediata e totale. In caso di lesioni muscolari acute, nell&#8217;immediato procedere con la crioterapia locale, non massaggiare, procedere con bendaggio compressivo e bendaggio di tutto il muscolo evitare il carico, elevare l&#8217;arto mantenendolo in scarico. E&#8217; importante il riposo assoluto!<br />
L&#8217;ecografia consente di stabilire lo stato preciso della situazione patologica e di seguirne l’evoluzione e la guarigione; i tempi di recupero vanno da alcune settimane per stiramenti e distrazioni di 1° grado fino a mesi per distrazioni di 2° grado e rotture totali.<br />
Gli antiossidanti possono essere una soluzione efficace a riguardo. L’utilizzo preventivo di supplementi antiossidanti negli atleti è necessario per combattere l’inevitabile danno muscolare causato dai radicali liberi generati dall’esercizio, nonché per accorciare il tempo di recupero degli allenamenti; l’integrazione antiossidante dovrebbe essere parte integrante di ogni programma nutrizionale di tutte le discipline sportive.</p>
<p>Il protocollo integrativo<strong> Bio-Food</strong> è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l’allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L’integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/314-mitoddy.html">Mitoddy</a></strong></span>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<span style="color: #0000ff;"><strong>BIOnadhplus</strong></span></a>), antiossidanti dell’ultima generazione (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html">NutrigenSOD</a></strong></span>), (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html">Cuprum C</a></strong></span>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
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		<title>Muscolo ileo-psoas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="600" height="544" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg 600w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit-300x272.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />                                                             ILEO-PSOAS A cura di Paride Travaglini Non è un caso che l&#8217;ileo-psoas sia chiamato anche muscolo dell&#8217;anima.  È uno dei muscoli più spessi e meno conosciuti</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/ileo-psoas/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="544" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg 600w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit-300x272.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p style="text-align: justify;">                                                             <strong>ILEO-PSOAS</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che l&#8217;ileo-psoas sia chiamato anche muscolo dell&#8217;anima.  È uno dei muscoli più spessi e meno conosciuti del corpo, di cui a volte si sottovaluta l&#8217;importanza. Fondamentale sia per il benessere fisico sia per quello psicologico, influisce sulla mobilità, sulla postura, sulla flessibilità.<br />
Il muscolo ileo-psoas viene spesso considerato come un unico muscolo biarticolare, situato nella regione lomboiliaca e nella regione anteriore della coscia, ma in realtà è formato da due porzioni distinte: il muscolo grande psoas, e il muscolo iliaco. A queste si aggiunge anche il piccolo psoas meno importante dal punto di vista funzionale, che si trova nell’addome, ed è un debole flessore del tronco. L’ileo-psoas è il muscolo principale associato con la stabilità fisica.<span id="more-288"></span><br />
Per rendersi conto dell&#8217;importanza di tale muscolo basti pensare i rapporti che esso trae; in particolare il grande psoas trae rapporti con l’arco diaframmatico mediale, rene, uretere, vasi renali, colon ascendente a destra e discendente a sinistra, oltre ad ospitare il nervo femorale.<br />
Da sottolineare inoltre che davanti al muscolo ileo-psoas si estende una delle più importanti fasce, la fascia lombo-iliaca. L’ileo-psoas è connesso al diaframma, che modula il respiro.<br />
E&#8217; il più potente flessore della coscia e gioca un ruolo importante nella deambulazione; è implicato anche nella flessione ed inclinazione laterale del tronco, contribuisce a mantenere l&#8217;equilibrio del bacino, la postura ed a stabilizzare la schiena.<br />
La sua contrazione favorisce la lordosi lombare ( il suo ipertono può dare luogo a lombalgie) e tenerlo costantemente in tensione può causare molti problemi, come dolori alla schiena, alle spalle, ai fianchi o alle ginocchia, sciatica, ma anche problemi digestivi e disfunzioni respiratorie.<br />
L&#8217;ileo-psoas è facilmente infiammabile; la sua contrattura è molto frequente e si manifesta inizialmente con un dolore subduolo nella fossa iliaca, acuito da alcuni movimenti.<br />
Si parla di sindrome dello psoas ed uno dei segni caratteristici è una palese difficoltà del soggetto a ripristinare la postura eretta dopo un accosciamento prolungato o una prolungata posizione seduta morbida. La sindrome può essere scatenata anche da forti contrazioni a seguito di lavori sportivi specie nel calcio, atletica, rugby, pallacanestro. Rilassare il muscolo con stretching  aiuta a prevenire il rischio di infiammazioni e contratture!<br />
Il trattamento riabilitativo si basa sul massaggio miofasciale dell’ileo-psoas, recupero dell’estensibilità e della forza muscolare, unitamente alla valutazione del muscolo piriforme e al massaggio riflessogeno del piriforme.</p>
<p>Si può ricorrere ad estratti vegetali sia nel processo antinfiammatorio (<a href="https://www.forvit.it/285-arpagodol-45-cpr-8033267460173.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ARPAGODOL</strong></span></a> a base di estratto secco titolato di Artiglio del Diavolo) che preventivo come il protocollo integrativo <strong> Bio-Food</strong> è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l&#8217;allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<strong><a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html">Mitoddy</a></strong>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<strong>BIOnadhplus</strong></a>), antiossidanti dell&#8217;ultima generazione (<strong><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html">NutrigenSOD</a></strong>), (<strong><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html">Cuprum C</a></strong>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
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		<title>Traumi muscolari nella corsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
		<category><![CDATA[traumi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="406" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit-300x187.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Le cause principali degli infortuni muscolari nella corsa A cura di Paride Travaglini Correre fa bene alla salute; la corsa prolungata essendo un&#8217;attività aerobica migliora l&#8217;efficienza vascolare, rafforza le ossa, combatte l&#8217;osteoporosi e previene malattie metaboliche. Rispetto alla camminata è più traumatica ed a differenza di altre discipline sportive, in cui il contatto diretto con l&#8217;avversario</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/traumi-muscolari-nella-corsa/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="406" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2018/10/lesion-brook_forvit-300x187.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Le cause principali degli infortuni muscolari nella corsa</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Correre fa bene alla salute; la corsa prolungata essendo un&#8217;attività aerobica migliora l&#8217;efficienza vascolare, rafforza le ossa, combatte l&#8217;osteoporosi e previene malattie metaboliche.<br />
Rispetto alla camminata è più traumatica ed a differenza di altre discipline sportive, in cui il contatto diretto con l&#8217;avversario o il rischio di incidente implicito nella disciplina stessa, possono portare all’infortunio, nella corsa questo, è spesso il risultato di un sovraccarico funzionale ripetuto nel tempo, che interessa il sistema muscolo-scheletrico.<br />
Studi hanno evidenziato come l&#8217;80% dei traumi derivi da ciò, mentre il restante 20% da situazioni traumatiche dirette come cadute e distorsioni che producono lesioni immediate dolorose e che impongono la sospensione dell’attività. Età, carichi eccessivi, postura scorretta, allenamenti errati sono le cause principali degli infortuni soprattutto tra i runners non professionisti.<span id="more-220"></span><br />
L&#8217;allenamento infatti, se da una parte porta a delle modificazioni positive dei vari apparati, dall&#8217;altra, produce stress specialmente a livello osseo-muscolare, quando si supera una certa soglia può portare al trauma. Si tratta del fattore estrinseco che ha la maggiore incidenza sugli infortuni.<br />
Il programma di allenamento deve essere preventivamente studiato sia quantitativamente che qualitativamente;un incremento infatti repentino e non progressivo del carico allenante ( nel caso specifico ad esempio l&#8217;aumento dei chilometri) aumenta notevolmente la probabilità di traumi.<br />
Bisogna tenere conto poi del livello di pratica sportiva e quindi della tecnica: correre in modo sbagliato aumenta nel tempo il rischio di traumi.<br />
Anche il mancato o l&#8217;incompleto riscaldamento unito a specifici esercizi prima di iniziare la corsa vera e propria incidono negativamente, così come le condizioni ambientali, che possono avere grande influenza sui traumi. L&#8217;elevata temperatura unita all&#8217;elevato tasso di umidità ed alla scarsa ventilazione aumentano infatti la fatica ed il rischio di crampi; il freddo intenso può ridurre invece la risposta contrattile compromettendo la capacità di assorbire i carichi.<br />
Non va poi dimenticato il tipo e la qualità del materiale tecnico utilizzato. Le scarpe sono fondamentali nella corsa. Esistono marche e modelli diversi e non tutte vanno bene per tutti poiché nella loro scelta devono essere tenuti in considerazione diversi fattori come il peso, il tipo di corsa, la superficie su cui ci si allena&#8230;.<br />
In ogni caso esse devono essere sempre efficienti: il rischio traumatico infatti è proporzionale alla loro usura. Ci sono poi i fattori intrinseci che devono essere tenuti in considerazione per la prevenzione di infortuni. L&#8217;età è sicuramente fra i più importanti.<br />
Più si va avanti con gli anni, più c&#8217;è il rischio di farsi male. Nei podisti anziani, il maggiore problema è rappresentato dalle lesioni cartilaginee e quindi dal rischio di degenerazione artrosica. In tali soggetti si riscontrano maggiormente patologie microtraumatiche degenerative, muscolotendinee ed articolari. È importante pertanto mantenere l&#8217;elasticità muscolare e la coordinazione motoria. Il rischio di traumi è maggiore nelle donne rispetto agli uomini così come in soggetti che presentano anomalie del morfotipo, ridotta elasticità muscolare, squilibri muscolari.<br />
Non va infine trascurato il sovrappeso che rappresenta una delle concause più importanti del sovraccarico articolare e tendineo. Alimentarsi nella maniera corretta ed un’integrazione mirata aiuta a prevenire infortuni soprattutto a carico dei muscoli.</p>
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		<title>l&#8217;importanza dello Stretching</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[allungamento]]></category>
		<category><![CDATA[ginnastica]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="669" height="506" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306.jpg 669w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306-300x227.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px" />Quale tipo di Stretching? A cura di Paride Travaglini Quanto lo stretching è importante per la salute? Quanto influisce su una prestazione sportiva? Queste sono solo alcune delle domande che si sentono spesso nel mondo dello sport,  ma non solo. Quando si parla di stretching, facciamo riferimento ad una vera e propria disciplina in continua evoluzione,</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/limportanza-dello-stretching/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="669" height="506" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306.jpg 669w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/stratching-forvit-e1678119018306-300x227.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px" /><p style="text-align: center;"><strong>Quale tipo di Stretching?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto lo stretching è importante per la salute? Quanto influisce su una prestazione sportiva? Queste sono solo alcune delle domande che si sentono spesso nel mondo dello sport,  ma non solo.<br />
Quando si parla di stretching, facciamo riferimento ad una vera e propria disciplina in continua evoluzione, importante per  raggiungere o mantenere una buona motilità articolare. Lo stretching è una metodica di allenamento che come suggerisce il nome, consiste nell’allungare la muscolatura.<br />
Ne esistono di vari tipi ma  prima di analizzarli va fatta un po&#8217; di chiarezza  sulla terminologia: mobilità articolare, flessibilità, elasticità, vengono utilizzati spesso come sinonimi, anche se in realtà non lo sono.<strong> <span id="more-323"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mobilità articolare</strong> è la qualità che permette ad un atleta di eseguire movimenti di grande ampiezza, in una o più articolazioni, con le proprie forze o grazie all’intervento di forze esterne (Weineck, 2001). Sempre per Weineck sono fattori limitanti della mobilità articolare: la struttura delle articolazioni, la massa muscolare ed il  tono muscolare, lo stato di riscaldamento, l’affaticamento muscolare, età e sesso, l’orario della giornata e temperatura esterna.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La flessibilità </strong>(mobilità muscolo-scheletrica)  é l’ampiezza di movimento ROM (Range Of Movement) disponibile in una articolazione o gruppi di articolazioni (M.J. Alter 1988); una buona flessibilità, migliora la mobilità muscolare, la mobilità articolare, la performance diminuisce la tensione muscolare, previene gli infortuni, rilassa. Un adeguato livello di flessibilità è necessario per consentire il mantenimento delle attività della vita quotidiana come alzarsi dal letto, lavarsi, allacciarsi le scarpe ed altro ancora. Quando “stiriamo”  l’apparato locomotore, sono diversi e di diversa tipologia i tessuti e le strutture coinvolte: il tessuto connettivo, il tessuto muscolare,  gli elementi elastici, i cross bridge acto-miosinici. Diverso il peso dei fattori che limitano l’allungamento: capsule, muscoli e fasce, tendini e legamenti, fasce. In sintesi gli elementi contrattili non oppongono resistenza all’allungamento, il tessuto connettivo si. Come si può intuire, c’è quindi differenza tra la mobilità articolare e la flessibilità muscolare. Flessibile inoltre, non vuol dire necessariamente elastico. Un muscolo, può essere flessibile ma non elastico e viceversa. Dunque lo  stretching è importante per la salute , per migliorare la flessibilità muscolare e mantenere o raggiungere un’adeguata mobilità articolare.<br />
Aiuta a prevenire contratture muscolari, traumi muscolari ed articolari, favorisce il rilassamento riducendo lo stress fisico e migliora la coordinazione dei movimenti.<br />
Sotto la denominazione di stretching possono essere considerate tutte quelle metodiche in cui si evita di provocare il riflesso da stiramento, raggiungendo con gradualità nella fase iniziale il massimo allungamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stretching statico</strong>: non va confuso con lo stretching passivo. Codificato da Anderson, consiste nel raggiungere e mantenere , per un certo lasso di tempo, la massima posizione di allungamento possibile da parte del soggetto , di un singolo distretto muscolare al fine di allentare la tensione e diminuire il tono muscolare. Si basa infatti su due principi abbassamento del tono muscolare ed inibizione del riflesso muscolare. Tra i vantaggi: la sicurezza, la facilità di  apprendimento e di  esecuzione, dispendio energetico basso. Gli svantaggi: scarsa efficacia, scarsa specificità,  abbassamento del tono muscolare che porta ad un “intorpidimento” del sistema nervoso con una diminuzione della qualità della forza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stretching passivo: </strong> Utilizzato per lo più in fisioterapia, è eseguito con l’assistenza di un operatore. Il soggetto si rilassa e l’operatore muove l’arto per ampliare il ROM. Il soggetto non ha nessun controllo diretto. In uno sportivo sano è poco indicato perché il rischio di infortunio è elevato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stretching balistico:</strong> consiste nell’eseguire movimenti molto rapidi, ritmici e “rimbalzanti”, forzando  il movimento verso il massimo del ROM. E’ un tipo di stretching molto discusso e usato solo in rare occasioni poiché il rischio di infortunio  è molto alto. I tempi molto brevi di allungamento non consentono di  avere un adeguato adattamento dei tessuti nei confronti dello stesso. Ecco perché si preferisce utilizzare lo stretching dinamico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stretching dinamico: </strong> consigliato in genere ad atleti che praticano sport dove sono previsti movimenti ad elevata velocità, poiché agisce sull’elasticità di muscoli e tendini. L’esecuzione non prevede movimenti rimbalzanti ed il movimento è controllato specie nella fase finale dell’esercizio. La tecnica prevede infatti lo slancio in modo controllato di gambe e braccia in una determinata direzione senza molleggiare o rimbalzare o dondolare. Nello stretching dinamico inoltre il movimento  è eseguito in modo controllato sino ai limiti del proprio ROM. La criticità risiede nella difficoltà di controllo del movimento dal quale dipendono strettamente i benefici dello stretching.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stretching attivo</strong>: consiste nel raggiungere e mantenere la massima posizione di allungamento conseguita unicamente grazie ad una contrazione muscolare attiva.  Negli anni si è sviluppata una versione modificata dello stretching attivo: lo stretching attivo assistito nel quale il ROM viene ulteriormente aumentato grazie all’intervento di un compagno o di un’apparecchiatura esterna. Lo stretching attivo può dare origine al riflesso miotatico da stiramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stretching isometrico: </strong>implica  la contrazione isometrica della muscolatura sottoposta ad allungamento e può essere scomposto in tre fasi distinte:</p>
<p>&#8211; assunzione della posizione di stretching passivo desiderata.<br />
&#8211; effettuazione di una contrazione isometrica contro una resistenza esterna per 7-15 secondi.<br />
&#8211; rilassamento del muscolo contratto in precedenza per un ulteriore periodo della durata di  almeno  20 secondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stretching isometrico è considerato come una delle migliori ed efficaci tecniche rivolte allo sviluppo della flessibilità statico-passiva e risulta più efficace rispetto a quello attivo e passivo. E’ sconsigliato a bambini ed adolescenti per il forte allungamento muscolo-tendineo che la contrazione isometrica produce, che rappresenta un fattore di rischio per l’integrità tendinea e connettivale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stretching propriocettivo – Denominato PNF (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation)<br />
</strong>E’  considerato come la miglior tecnica per massimizzare la flessibilità statico passiva. Combina lo stretching passivo e quello isometrico. Il gruppo muscolare considerato viene allungato passivamente, poi contratto isometricamente contro una resistenza inamovibile ed infine  nuovamente allungato passivamente con l’ intervento di un compagno o del fisioterapista. Si raggiunge così un ROM accresciuto. Esistono varie tecniche: la tecnica di contrazione rilassamento (CR), la tecnica contrazione-rilassamento-contrazione (CRAC), la tecnica mantenimento-rilassamento-oscillazione .</p>
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		<title>Sistema muscolo scheletrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Forvit Integratori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE E BELLEZZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="315" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit-300x145.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Struttura muscolo scheletrico A cura del Dott. Joseph Cannillo Ossa, cartilagini, articolazioni, muscoli, tendini, legamenti, tessuto connettivo costituiscono il sistema muscolo scheletrico, un’articolata struttura che conferisce al corpo supporto, stabilità e movimento. Le ossa, differenti per dimensioni e forma, appaiono come una lunga catena che non può funzionare senza muscoli e legamenti. Lo scheletro osseo è</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/sistema-muscolo-scheletrico/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="315" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2017/04/osteoporosi_forvit-300x145.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>Struttura muscolo scheletrico</strong></span></p>
<p>A cura del Dott. Joseph Cannillo</p>
<p style="text-align: justify;">Ossa, cartilagini, articolazioni, muscoli, tendini, legamenti, tessuto connettivo costituiscono il sistema muscolo scheletrico, un’articolata struttura che conferisce al corpo supporto, stabilità e movimento.<br />
Le ossa, differenti per dimensioni e forma, appaiono come una lunga catena che non può funzionare senza muscoli e legamenti. Lo scheletro osseo è un’impalcatura mobile che fornisce forma, sostegno, allineamento e posizione a tutto il corpo e al contempo preziosa protezione agli organi interni; grazie al tessuto connettivo di articolazioni e legamenti, ossa adiacenti possono opportunamente articolarsi per eseguire gli innumerevoli movimenti che ogni istante, spesso inconsapevolmente, sono compiuti.<span id="more-262"></span> Il muscolo scheletrico rappresenta l’organo effettore del movimento oltre a conferire forza e resistenza al corpo. All’azione coordinata di tutti questi elementi si aggiunge quella di cervello, nervi e organi di senso a completare l’articolato meccanismo della dinamicità corporea. Si può definire questo apparato come una macchina fatta per il movimento, in cui tutto il complesso osso-articolazione-muscolo è un’efficiente combinazione di leve che effettuano infiniti movimenti, da quelli fini delle dita e della mano a quelli che coinvolgono l’intero corpo. Le articolazioni agiscono da dispositivi giunzionali tra capi ossei, interconnessi tramite i tessuti connettivi, consentendone il movimento e le cartilagini, tessuto connettivo solido e flessibile, proteggono le parti terminali delle ossa dal reciproco strofinio e dall’attrito. I legamenti invece sono robuste bande di tessuto fibroso elastico, bianco e denso, che collegano tra loro due ossa o due parti dello stesso osso (esistono anche legamenti che mantengono nella loro posizione gli organi, concorrono cioè a delimitare aperture o cavità nelle quali si trovano altre formazioni anatomiche come vasi sanguiferi o linfatici, tronchi nervosi ecc.); hanno funzione stabilizzatrice, in quanto impediscono che particolari movimenti o forze esterne, derivanti ad esempio da traumi, possano alterare la posizione delle strutture ai quali sono collegati. Sono disposti in modo tale da intervenire attivamente soltanto nei gradi estremi del movimento, ossia quando l&#8217;integrità dell&#8217;articolazione è a rischio. Le ossa assolvono il loro compito di leve in virtù di caratteristiche quali rigidità, solidità (o resistenza a uno sforzo di rottura) e leggerezza.<br />
Lo scheletro svolge molteplici funzioni quali: sostegno; protezione di parti molli e delicate (es. scatola cranica e gabbia toracica); movimento ed equilibrio insieme a muscoli, articolazioni e nervi; plastica poiché conferisce forma al corpo; regolazione endocrina (osteocalcina); emopoietica tramite il midollo osseo, contenuto nell&#8217;interno cavo delle ossa; deposito di sali minerali. Il tessuto osseo partecipa infatti al bilancio sia elettrolitico sia metabolico: rappresenta un sistema di riserva e immagazzinamento di calcio e altri minerali (es. fosforo magnesio), oltre a essere una delle principali sedi di deposito di potassio. Il tessuto scheletrico ha quindi un ruolo fondamentale nell’omeostasi tramite il rilascio e l’accumulo di minerali ed è strettamente connesso alla totalità delle funzioni organiche; la regolazione dei livelli di calcio ematici è importante per lo svolgimento di diversi processi, come la trasmissione nervosa, la contrazione muscolare, la coagulazione; il tessuto osseo partecipa inoltre alla regolazione del pH corporeo e al trasporto di gas e sostanze nutritive. Pur apparendo rigide, le ossa sono strutture dinamiche, sono cioè un vero tessuto vivente che va incontro a continue modificazioni; le cellule che costituiscono il tessuto osseo sono infatti soggette a rimaneggiamento e rinnovamento. Gli osteoblasti rappresentano le cellule fondamentali del tessuto osseo e sono responsabili della sintesi dei componenti della matrice. Come i fibroblasti, le cellule caratteristiche del tessuto connettivo propriamente detto, gli osteoblasti sono costantemente impegnati, nelle fasi di formazione dell&#8217;osso, a sintetizzare componenti molecolari che andranno a costituire sia le fibre sia le glicoproteine della matrice. Completata la sintesi della matrice e avvenuta la sua calcificazione, gli osteoblasti entrano in uno stato di quiescenza e prendono il nome di osteociti, cellule mature dell&#8217;osso, che in caso di necessità (es. trauma o frattura ossea) possono riprendere la loro attività sintetica ritornando nella forma “attiva” di osteoblasti. Inoltre gli osteociti presentano recettori di membrana per l&#8217;ormone paratiroideo e controllano così anche l&#8217;azione degli osteoclasti.<br />
Questi ultimi sono un’altra tipologia di cellule deputata a produrre e secernere enzimi che agiscono degradando la matrice calcificata e permettendo il riassorbimento dell&#8217;osso. La parte attiva dell&#8217;apparato locomotore è rappresentata dai muscoli. Questi svolgono importanti funzioni quali la determinazione del movimento, il mantenimento della postura e il sostegno del corpo, la stabilizzazione delle articolazioni, la protezione delle ossa; partecipano inoltre a processi metabolici e alla termoregolazione.<br />
Una delle più distintive caratteristiche vitali, a livello sia macroscopico sia microscopico, è il movimento; grazie alle contrazioni muscolari il corpo è in grado di parlare, camminare, correre, compiere molteplici attività, dalla più semplice alla più complessa, da movimenti volontari a quelli involontari.<br />
L&#8217;elemento caratteristico del tessuto muscolare è la fibrocellula (o fibra muscolare o miocita o miocellula); ha aspetto fusiforme ed è in grado di accorciare la propria massa in seguito a uno stimolo nervoso grazie alla presenza nel citosol, detto sarcoplasma, delle miofibrille, modulo costitutivo filamentoso della muscolatura striata che consiste in una catena molecolare costituita da meccanoproteine, actina e miosina, che permettono la contrazione muscolare. L&#8217;unità contrattile del tessuto muscolare striato è detta sarcomero. I muscoli sono connessi alle ossa tramite i tendini, forti e flessibili bande connettivali fibrose. Il tessuto connettivo extracellulare tra le fibre muscolari si lega ai tendini a livello dei segmenti distali e prossimali; i tendini, a loro volta, sono collegati al periostio (membrana di tessuto connettivo che riveste le ossa) a livello dell’origine e dell’inserzione dei muscoli. Quando il muscolo si contrae, il tendine trasmette la forza all’osso, determinando tensione e provocando il movimento; comportandosi come “molle” possono infatti distendersi notevolmente. Alla luce delle importanti funzioni svolte da ogni singolo componente dell’apparato muscolo scheletrico, è evidente come disturbi, squilibri, patologie più o meno gravi possano compromettere lo stato di salute dell’intero organismo. Così disordini a carico dei muscoli possono causare debolezza, dolore o addirittura paralisi; possono verificarsi problemi a causa di danni o anche sovraffaticamento per eccessivo sforzo o stimolazione, come lussazioni, distorsioni, crampi, tendiniti; possono comparire stati infiammatori, come miositi, o infettivi; patologie a carico dei nervi possono colpire anche i muscoli e alcune terapie farmacologiche (es. corticosteroidi, barbiturici, cimetidina) possono causare miopatie. A ciò si aggiungono i numerosi disturbi che possono colpire le ossa: da anomalie dello sviluppo (malformazioni) a malattie associate a una matrice anomala (osteoporosi); dalle malattie del rimodellamento osseo (osteite deformante o morbo di Paget) alle malattie legate a un&#8217;anomala omeostasi minerale (rachitismo, osteomalacia); senza dimenticare fratture, infezioni, reumatismi, osteomielite, osteonecrosi, artrosi e artrite (es. batterica, reumatoide, psoriasica) fino a tumori.<br />
L’intero apparato muscoloscheletrico ha bisogno di essere mantenuto in esercizio, adeguatamente nutrito, “lubrificato”, sollecitato; le necessità, come per gli altri sistemi corporei, possono variare in base a fattori come età, sesso, attività fisica, senza dimenticare eventuali aspetti genetici nonché ambientali. Prendersi cura di queste strutture significa salvaguardare non solo la capacità di movimento ma anche tutte le altre funzioni che esse assolvono; intervenire al momento opportuno e soprattutto nel modo più appropriato è la chiave per preservare lo stato di benessere ed efficienza di tutto il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Stati infiammatori acuti, artrosi (<a href="https://www.forvit.it/285-arpagodol-45-cpr.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Arpagodol</strong></span></a> compresse, <a href="https://www.forvit.it/5-arpareum.html?search_query=arpareum&amp;results=1"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Arpareum</strong></span></a> gocce), degradazione cartilaginea, dolore reumatico (<a href="https://www.forvit.it/64-vitis-vinifera-composta.html?search_query=vitis&amp;results=4"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Vitis Vinifera</strong></span></a> composta), infiammazione cronica, dolore reumatico (<a href="https://www.forvit.it/280-inflagen.html?search_query=inflagen&amp;results=1"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Inflagen</strong></span></a> compresse), osteoporosi, osteopenia e consolidamento fratture (<a href="https://www.forvit.it/43-osteocoral.html?search_query=osteocoral&amp;results=1"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Osteocoral</strong></span></a> compresse, <a href="https://www.forvit.it/314-mitoddy.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Mitoddy</strong></span></a> soluzione minerale acquosa di origine botanica).</p>
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    <div class="clear"></div></div>
<div class="clear"></div></p>
<p align="justify">&#8220;Testo tratto dal CAM Forza Vitale Itali srl su concessione della medesima azienda proprietaria Riproduzione riservata.&#8221;</p>
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