Traumi muscolari nella corsa

Traumi muscolari nella corsa

Le cause principali degli infortuni muscolari nella corsa

A cura di Paride Travaglini

Correre fa bene alla salute; la corsa prolungata essendo un’attività aerobica migliora l’efficienza vascolare, rafforza le ossa, combatte l’osteoporosi e previene malattie metaboliche.
Rispetto alla camminata è più traumatica ed a differenza di altre discipline sportive, in cui il contatto diretto con l’avversario o il rischio di incidente implicito nella disciplina stessa, possono portare all’infortunio, nella corsa questo, è spesso il risultato di un sovraccarico funzionale ripetuto nel tempo, che interessa il sistema muscolo-scheletrico.
Studi hanno evidenziato come l’80% dei traumi derivi da ciò, mentre il restante 20% da situazioni traumatiche dirette come cadute e distorsioni che producono lesioni immediate dolorose e che impongono la sospensione dell’attività. Età, carichi eccessivi, postura scorretta, allenamenti errati sono le cause principali degli infortuni soprattutto tra i runners non professionisti.
L’allenamento infatti, se da una parte porta a delle modificazioni positive dei vari apparati, dall’altra, produce stress specialmente a livello osseo-muscolare, quando si supera una certa soglia può portare al trauma. Si tratta del fattore estrinseco che ha la maggiore incidenza sugli infortuni.
Il programma di allenamento deve essere preventivamente studiato sia quantitativamente che qualitativamente;un incremento infatti repentino e non progressivo del carico allenante ( nel caso specifico ad esempio l’aumento dei chilometri) aumenta notevolmente la probabilità di traumi.
Bisogna tenere conto poi del livello di pratica sportiva e quindi della tecnica: correre in modo sbagliato aumenta nel tempo il rischio di traumi.
Anche il mancato o l’incompleto riscaldamento unito a specifici esercizi prima di iniziare la corsa vera e propria incidono negativamente, così come le condizioni ambientali, che possono avere grande influenza sui traumi. L’elevata temperatura unita all’elevato tasso di umidità ed alla scarsa ventilazione aumentano infatti la fatica ed il rischio di crampi; il freddo intenso può ridurre invece la risposta contrattile compromettendo la capacità di assorbire i carichi.
Non va poi dimenticato il tipo e la qualità del materiale tecnico utilizzato. Le scarpe sono fondamentali nella corsa. Esistono marche e modelli diversi e non tutte vanno bene per tutti poiché nella loro scelta devono essere tenuti in considerazione diversi fattori come il peso, il tipo di corsa, la superficie su cui ci si allena….
In ogni caso esse devono essere sempre efficienti: il rischio traumatico infatti è proporzionale alla loro usura. Ci sono poi i fattori intrinseci che devono essere tenuti in considerazione per la prevenzione di infortuni. L’età è sicuramente fra i più importanti.
Più si va avanti con gli anni, più c’è il rischio di farsi male. Nei podisti anziani, il maggiore problema è rappresentato dalle lesioni cartilaginee e quindi dal rischio di degenerazione artrosica. In tali soggetti si riscontrano maggiormente patologie microtraumatiche degenerative, muscolotendinee ed articolari. È importante pertanto mantenere l’elasticità muscolare e la coordinazione motoria. Il rischio di traumi è maggiore nelle donne rispetto agli uomini così come in soggetti che presentano anomalie del morfotipo, ridotta elasticità muscolare, squilibri muscolari.
Non va infine trascurato il sovrappeso che rappresenta una delle concause più importanti del sovraccarico articolare e tendineo. Alimentarsi nella maniera corretta ed un’integrazione mirata aiuta a prevenire infortuni soprattutto a carico dei muscoli.

Il protocollo integrativo Bio-Food è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l’allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L’integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (Mitoddy), rigeneratori mitocondriali proenergetici (BIOnadhplus), antiossidanti dell’ultima generazione (NutrigenSOD), (Cuprum C), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.

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