Carenza di Ferro e Sport

Carenza di Ferro e Sport

Carenza di Ferro e Sport

 

A cura di Vladimiro Lambertelli

Chi pratica sport di fatica o di resistenza come il ciclismo, la corsa o comunque in generale chi si allena in maniera molto intensa, è più facilmente soggetto al rischio di carenza di ferro nell’organismo, o anemia; tale condizione rappresenta un problema molto serio, ed è importante monitorare la condizione fisiologica che induce. La conseguenza della carenza di ferro è la riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue e, di conseguenza, delle capacità prestative dell’atleta.
I sintomi riscontrabili e/o associati alla carenza di ferro, sono una diminuzione della forza e un progressivo calo di potenza e resistenza aerobica. Per questo motivo, la carenza è più evidente negli atleti che praticano sport di resistenza e in generale tutti gli sport aerobici.
Simbolo chimico Fe peso atomico 55,85; esiste nella forma ferrosa e ferrica. Minerale traccia essenziale per il corpo umano, il Ferro è presente nell’emoglobina come trasportatore di ossigeno, nel fegato, nella milza, nel midollo spinale, nei muscoli.

Funzioni del Corpo Umano
Le richieste fisiologiche di Ferro dipendono dalle necessità legate alla crescita tissutale e dall’entità delle perdite; la RDA giornaliera è di 10-15 mg nel bambino in crescita, 18 mg nei ragazzi e le donne adulte, 10 mg nell’uomo adulto.
Durante la gravidanza e l’allattamento occorre un apporto di 45 mg al giorno. La forma di Ferro meglio assorbita è quella sotto forma di eme; la dieta vegetariana, sia per l’apporto esclusivo di Ferro non eme sia per l’abbondanza di fosfati, determina spesso carenze del minerale.
Il Ferro contenuto nei cereali viene assorbito in quantità molto minore di quello contenuto nelle verdure a foglia verde. L’Acido Ascorbico formando complessi col Ferro e riducendolo alla forma ferrosa ne favorisce l’assorbimento; il Ferro nella forma ferrica distrugge la Vitamina E, mentre nella forma ferrosa ciò non accade. Il consumo di carne favorisce l’assorbimento di Ferro, grazie alla stimolazione della secrezione gastrica.

Ferro Basso
Il contenuto di Ferro nei tessuti è indice preciso della disponibilità organica del metallo ed è un chiaro parametro del livello reale di apporto marziale all’organismo. Una carenza di Ferro può essere evidenziata prima che si verifichi un abbattimento dei valori emoglobinici ed eritrocitari, permettendo di individuare e trattare una situazione anemica al suo esordio.
Un’anemia sideropenica neonatale, può portare ritardi psicomotori, alterazione nello sviluppo del linguaggio articolato e del controllo motorio. Bassi valori di Ferro nei tessuti sono stati spesso rilevati in pazienti affetti da emocromatosi; ciò è attribuibile alle profonde alterazioni metaboliche correlate a tale patologia.

Tuttavia lo stato tissutale del minerale andrebbe sempre valutato in relazione ad altre indagini diagnostiche per chiarire l’eziologia ed i particolarismi del metabolismo marziale. La carenza tissutale di Ferro è generalmente dovuta a scarso apporto alimentare, frequente nel consumo eccessivo di carboidrati, ridotto consumo di carne e legumi, turbe dell’assorbimento intestinale, diarrea cronica, attività sportiva prolungata, ipocloridria, gastrite atrofica, gastrectomia, carenza di Vitamina C, Vitamina B6, Rame, Manganese.
La carenza di Ferro ostacola la produzione di acidi gastrici e può favorire la proliferazione batterica; alla carenza di Ferro sono spesso associati affaticamento, vertigini, febbricola, cefalea, cardiopalmo.

I benefici dell’associazione tra Ferro, Rame e Vitamina C. Affinché il ferro possa espletare al meglio tutte le sue funzioni, è necessario che ci siano adeguati livelli anche di altri nutrienti essenziali, quali rame e vitamina C. Esiste infatti una stretta correlazione tra questi due elementi e il ferro.

Il Rame è fortemente connesso alla funzionalità del ferro, perché cofattore di numerosi enzimi, responsabili di processi fondamentali per il suo metabolismo: Ceruloplasmina: proteina contenente rame, che interviene principalmente per sbloccare il ferro dalle riserve di tessuto e rilasciarlo nel flusso sanguigno quando necessario; senza un’adeguata quantità di rame, la ceruloplasmina scende, determinando livelli di accumulo potenzialmente tossici di ferro nei tessuti, come cervello e fegato; Efestina: enzima contenente rame, che assicura il legame del ferro alla transferrina per la corretta distribuzione nei tessuti; Epcidina: ormone peptidico regolatore del ferro e attivato dal rame, che regola il rilascio di ferro nel flusso sanguigno.

La Vitamina C, antiossidante per eccellenza, agisce come un “doppio agente” nell’integrazione del ferro: ne aumenta l’assorbimento e ne regola, insieme al rame, metabolismo ed omeostasi, prevenendo anch’essa potenziali danni da accumulo tissutale. L’associazione bilanciata di ferro, rame e vitamina C rappresenta allora un valido complemento nutrizionale per supportare il benessere sistemico in caso di carenza e aumentato fabbisogno.

CUPRUM  C è un integratore alimentare a base di Vitamina C e Rame; tali nutrienti apportati insieme favoriscono l’assorbimento del Ferro. MITODDY è una soluzione acquosa costituita da un concentrato vegetale naturalmente ricco di oltre 70 fra Minerali ed Oligoelementi (tra cui il Ferro) che in unione sinergica favoriscono il loro assorbimento. I due integratori insieme rappresentano un valido aiuto per migliorare l’apporto alimentare nelle condizioni di carenze di Ferro.

NOVAFER DNA è un integratore a base di Ferro, Rame e Vitamina C che contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina

Condividi...

Lascia un commento