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	<title>SPORT &amp; SALUTE &#8211; La Finestra sulla Salute</title>
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	<description>Integratori Alimentari di Alta Qualità</description>
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		<title>Carenza di Ferro e Sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Lambertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 09:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[NUTRIZIONE ED INTEGRATORI]]></category>
		<category><![CDATA[OTTIMIZZARE RENDIMENTO SPORTIVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="659" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit-296x300.jpg 296w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" />Carenza di Ferro e Sport &#160; A cura di Vladimiro Lambertelli Chi pratica sport di fatica o di resistenza come il ciclismo, la corsa o comunque in generale chi si allena in maniera molto intensa, è più facilmente soggetto al rischio di carenza di ferro nell’organismo, o anemia; tale condizione rappresenta un problema molto serio,</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/carenza-di-ferro-e-sport/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="659" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/05/ferro_forvit-296x300.jpg 296w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Carenza di Ferro e Sport</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://forvit.com/vladimiro-lambertelli/">A cura di Vladimiro Lambertelli</a></p>
<p>Chi pratica sport di fatica o di resistenza come il ciclismo, la corsa o comunque in generale chi si allena in maniera molto intensa, è più facilmente soggetto al rischio di carenza di ferro nell’organismo, o anemia; tale condizione rappresenta un problema molto serio, ed è importante monitorare la condizione fisiologica che induce. La conseguenza della carenza di ferro è la riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue e, di conseguenza, delle capacità prestative dell&#8217;atleta.<span id="more-1177"></span><br />
I sintomi riscontrabili e/o associati alla carenza di ferro, sono una diminuzione della forza e un progressivo calo di potenza e resistenza aerobica. Per questo motivo, la carenza è più evidente negli atleti che praticano sport di resistenza e in generale tutti gli sport aerobici.<br />
Simbolo chimico Fe peso atomico 55,85; esiste nella forma ferrosa e ferrica. Minerale traccia essenziale per il corpo umano, il Ferro è presente nell&#8217;emoglobina come trasportatore di ossigeno, nel fegato, nella milza, nel midollo spinale, nei muscoli.</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Funzioni del Corpo Umano</strong></span><br />
Le richieste fisiologiche di Ferro dipendono dalle necessità legate alla crescita tissutale e dall&#8217;entità delle perdite; la RDA giornaliera è di 10-15 mg nel bambino in crescita, 18 mg nei ragazzi e le donne adulte, 10 mg nell’uomo adulto.<br />
Durante la gravidanza e l’allattamento occorre un apporto di 45 mg al giorno. La forma di Ferro meglio assorbita è quella sotto forma di eme; la dieta vegetariana, sia per l&#8217;apporto esclusivo di Ferro non eme sia per l&#8217;abbondanza di fosfati, determina spesso carenze del minerale.<br />
Il Ferro contenuto nei cereali viene assorbito in quantità molto minore di quello contenuto nelle verdure a foglia verde. L&#8217;Acido Ascorbico formando complessi col Ferro e riducendolo alla forma ferrosa ne favorisce l&#8217;assorbimento; il Ferro nella forma ferrica distrugge la Vitamina E, mentre nella forma ferrosa ciò non accade. Il consumo di carne favorisce l’assorbimento di Ferro, grazie alla stimolazione della secrezione gastrica.</p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Ferro Basso</span></strong><br />
Il contenuto di Ferro nei tessuti è indice preciso della disponibilità organica del metallo ed è un chiaro parametro del livello reale di apporto marziale all&#8217;organismo. Una carenza di Ferro può essere evidenziata prima che si verifichi un abbattimento dei valori emoglobinici ed eritrocitari, permettendo di individuare e trattare una situazione anemica al suo esordio.<br />
Un’anemia sideropenica neonatale, può portare ritardi psicomotori, alterazione nello sviluppo del linguaggio articolato e del controllo motorio. Bassi valori di Ferro nei tessuti sono stati spesso rilevati in pazienti affetti da emocromatosi; ciò è attribuibile alle profonde alterazioni metaboliche correlate a tale patologia.</p>
<p>Tuttavia lo stato tissutale del minerale andrebbe sempre valutato in relazione ad altre indagini diagnostiche per chiarire l’eziologia ed i particolarismi del metabolismo marziale. La carenza tissutale di Ferro è generalmente dovuta a scarso apporto alimentare, frequente nel consumo eccessivo di carboidrati, ridotto consumo di carne e legumi, turbe dell’assorbimento intestinale, diarrea cronica, attività sportiva prolungata, ipocloridria, gastrite atrofica, gastrectomia, carenza di Vitamina C, Vitamina B6, Rame, Manganese.<br />
La carenza di Ferro ostacola la produzione di acidi gastrici e può favorire la proliferazione batterica; alla carenza di Ferro sono spesso associati affaticamento, vertigini, febbricola, cefalea, cardiopalmo.</p>
<p>I benefici dell’associazione tra <strong>Ferro, Rame e Vitamina C</strong>. Affinché il ferro possa espletare al meglio tutte le sue funzioni, è necessario che ci siano adeguati livelli anche di altri nutrienti essenziali, quali rame e vitamina C. Esiste infatti una stretta correlazione tra questi due elementi e il ferro.</p>
<p>Il <strong>Rame</strong> è fortemente connesso alla funzionalità del ferro, perché cofattore di numerosi enzimi, responsabili di processi fondamentali per il suo metabolismo: Ceruloplasmina: proteina contenente rame, che interviene principalmente per sbloccare il ferro dalle riserve di tessuto e rilasciarlo nel flusso sanguigno quando necessario; senza un&#8217;adeguata quantità di rame, la ceruloplasmina scende, determinando livelli di accumulo potenzialmente tossici di ferro nei tessuti, come cervello e fegato; Efestina: enzima contenente rame, che assicura il legame del ferro alla transferrina per la corretta distribuzione nei tessuti; Epcidina: ormone peptidico regolatore del ferro e attivato dal rame, che regola il rilascio di ferro nel flusso sanguigno.</p>
<p>La <strong>Vitamina C</strong>, antiossidante per eccellenza, agisce come un &#8220;doppio agente&#8221; nell’integrazione del ferro: ne aumenta l&#8217;assorbimento e ne regola, insieme al rame, metabolismo ed omeostasi, prevenendo anch’essa potenziali danni da accumulo tissutale. L’associazione bilanciata di ferro, rame e vitamina C rappresenta allora un valido complemento nutrizionale per supportare il benessere sistemico in caso di carenza e aumentato fabbisogno.</p>
<p><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html"><span style="font-size: 14pt; color: #0000ff;"><strong>CUPRUM  C</strong></span></a> è un integratore alimentare a base di Vitamina C e Rame; tali nutrienti apportati insieme favoriscono l’assorbimento del Ferro.<br />
<a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html?search_query=mitoddy&amp;results=1"><span style="font-size: 14pt; color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;">MITODDY</span></strong></span></a> è una soluzione acquosa costituita da un concentrato vegetale naturalmente ricco di oltre 70 fra Minerali ed Oligoelementi (tra cui il Ferro) che in unione sinergica favoriscono il loro assorbimento. I due integratori insieme rappresentano un valido aiuto per migliorare l’apporto alimentare nelle condizioni di carenze di Ferro.<br />
<span style="font-size: 14pt;"><a href="https://forvit.it/465-novafer-120-cpr-8033267460227.html"><strong><span style="color: #3366ff;"><span style="color: #0000ff;">NOVAFER DNA</span></span></strong></a></span> è un integratore a base di Ferro, Rame e Vitamina C che contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell&#8217;emoglobina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>25%  DI  SCONTO  SIL  PRIMO  ACQUISTO</strong></p>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="jfk-bubble gtx-bubble" style="visibility: visible; left: 42px; top: 754px; opacity: 1;" role="alertdialog" aria-describedby="bubble-2">
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		<title>Selenio e Vitamina E</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Lambertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 15:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[NUTRIZIONE ED INTEGRATORI]]></category>
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		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="434" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" />Selenio/L-Seleniometionina e  Vitamina E /d-alfatocoferolo &#160; A cura di Vladimiro Lambertelli Il Selenio aiuta a conservare l&#8217;elasticità dei tessuti; questo effetto lo induce ritardando l&#8217;ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, che a loro volta possono causare la solidificazione delle proteine dei tessuti. La forma l-seleniometionina è meno tossica e meglio assorbita rispetto alla comune sodioselenite. Il</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/selenio-e-vitamina-e/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="434" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/06/Antioxidant_forvit-e1677840868307-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><div style="font-size: 11pt; text-align: left;"><span style="font-size: 12pt;"><strong>Selenio/L-Seleniometionina e  </strong><strong>Vitamina E /d-alfatocoferolo</strong></span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://forvit.com/vladimiro-lambertelli/">A cura di Vladimiro Lambertelli</a></p>
<p>Il Selenio aiuta a conservare l&#8217;elasticità dei tessuti; questo effetto lo induce ritardando l&#8217;ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, che a loro volta possono causare la solidificazione delle proteine dei tessuti. La forma l-seleniometionina è meno tossica e meglio assorbita rispetto alla comune sodioselenite.<br />
Il Selenio è parte essenziale dell&#8217;enzima Glutatione perossidasi contenente 4 molecole di Selenio-cisteina. <span id="more-1214"></span><br />
Questo enzima ha la funzione di ridurre gli idroperossidi organici ed inorganici (radicali liberi) che si formano nella cellula come conseguenza del normale metabolismo o per l&#8217;azione di varie sostanze tossiche. La vitamina E interagisce con i radicali liberi a livello di membrana, è però liposolubile, quindi ha un’azione limitata e più lenta. Il Selenio agisce da antiossidante, come la vitamina E, ma è solubile in acqua ed almeno 1.000 volte più attivo. Il Selenio protegge l’organismo dagli effetti tossici di metalli pesanti come Mercurio, Cadmio, Arsenico.<br />
Il Selenio agisce in sinergia con la Vitamina E, combatte i segni dell’invecchiamento e, in questa associazione, ha dato maggiori risposte immunitarie rispetto alla sola somministrazione della Vitamina E. Il Selenio attiva l&#8217;enzima glutatione-perossidasi all&#8217;interno della cellula, il quale distrugge i dannosi radicali liberi chiamati idroperossidi; la sua carenza è spesso associata a quella della Vitamina E in presenza di numerose patologie.<br />
La vitamina E possiede spiccate proprietà antiossidanti ed è un protettivo biologico della vitamina A, degli acidi grassi insaturi essenziali e di altre sostanze ad azione enzimatica ed ormonale. E&#8217; nota la sua azione inibente sui radicali liberi con prevenzione sulla formazione di lipoperossidi, i quali sono responsabili del prematuro invecchiamento dei tessuti e della pelle in particolare. Una carenza di vitamina E può portare ad una riduzione della stabilità delle membrane e ad un restringimento del collagene; il restringimento e/o l&#8217;accorciamento delle fibre del collagene agiscono come se intorno ai tessuti si stringesse un cappio, ed i tessuti ne vengono soffocati. L&#8217;ossigeno e le sostanze nutritive non riescono più a raggiungerli e le cellule muoiono. La vitamina E rappresenta il miglior antiossidante dentro ciascuna delle cellule del corpo umano e il suo contenuto nei granulociti neutrofili e nei linfociti è di 10-20 volte maggiore di quello dei globuli rossi. L&#8217;importanza di questo nutriente è grande, la sua carenza danneggia le membrane dei linfociti e quindi deprime gravemente il sistema immunitario.**</p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Nello Sport</span></strong><br />
Nell’allenamento superata una certa soglia è necessario un’apporto integrativo di antiossidanti ad alto valore biologico nella giusta sinergia quali-quantitativa, per proteggere i muscoli dal rischio di infortuni, accorciare i tempi di recupero e favorire la prestazione atletica; NutrigenSOD è una risposta efficace per queste esigenze.</p>
<p><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html"><strong><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-size: 14pt;">NUTRIGEN  SOD</span></em></span></strong></a> Integratore Alimentare base di SOD favorisce un&#8217;azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>**Forme di tocoferolo differenti hanno valori differenti; studi clinici mostrano inequivocabilmente che la forma di Vitamina E naturale, il d-alfa-tocoferolo, aumenta i livelli di Vitamina E nel siero del 40% e nei globuli rossi del 300% rispetto alla forma sintetica dl-alfa-tocoferolo.<br />
</strong> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SCONTO  DEL  25%  SUL  PRIMO  ACQUISTO</strong></p>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">
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		<title>Esercizio Fisico e Risposta Immunitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Lambertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[OTTIMIZZARE RENDIMENTO SPORTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="473" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit-300x218.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />  A cura di Vladimiro Lambertelli Il meccanismo difensivo del sistema immunitario è innescato dal &#8220;contatto&#8221; biologico con l&#8217;antigene, cioè una sostanza che l&#8217;organismo identifica come estranea; microrganismi, tossine, proteine estranee, tessuti trapiantati, sono sostanze capaci di stimolare la risposta immunitaria. Batteri, virus e i vari microrganismi, contengono antigeni contro i quali il sistema immunitario</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/esercizio-fisico-e-risposta-immunitaria/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="473" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/06/immunita_forvit-300x218.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: left;"><span style="font-size: 14pt;"><strong> </strong></span></p>
<p><a href="https://forvit.com/vladimiro-lambertelli/">A cura di Vladimiro Lambertelli</a></p>
<p>Il meccanismo difensivo del sistema immunitario è innescato dal &#8220;contatto&#8221; biologico con l&#8217;antigene, cioè una sostanza che l&#8217;organismo identifica come estranea; microrganismi, tossine, proteine estranee, tessuti trapiantati, sono sostanze capaci di stimolare la risposta immunitaria. Batteri, virus e i vari microrganismi, contengono antigeni contro i quali il sistema immunitario produce anticorpi con lo scopo di neutralizzarli.<span id="more-1315"></span><br />
Centinaia di ricerche dimostrano che l&#8217;esercizio può influire sull&#8217;immunità; gli studi che hanno misurato la risposta immunologica all&#8217;esercizio leggero o medio riferiscono solo modificazioni lievi e temporanee, mentre quelli sull&#8217;immunità dopo un esercizio intenso mostrano effetti assai più marcati.<br />
Le concentrazioni monocitarie nel sangue vengono triplicate, ad indicare una forte risposta; viene bloccata la crescita linfocitaria, il che indica che il sistema immunitario viene depresso dallo stress dell&#8217;esercizio, si blocca per molte ore anche l&#8217;attività delle cellule natural killer. Dato che le cellule natural killer sono la prima linea di difesa, la loro eliminazione lascia aperto il campo alle infezioni opportuniste; la differenza della diversa influenza dell&#8217;allenamento sul sistema immunitario è da attribuire all&#8217;intensità dell&#8217;allenamento stesso.<br />
<strong>Se l&#8217;allenamento è adeguato allo scopo, il sistema immunitario reagisce allo stress dell&#8217;esercizio rafforzandosi</strong>; studi effettuati sia sugli animali sia sull&#8217;uomo dimostrano che precisi programmi di allenamento rafforzano sempre il sistema immunitario .<br />
Il livello e la durata dell&#8217;esercizio sono quindi la chiave; uno studio recente, per esempio, svolto su giovani sedentari portati dall&#8217;abituale livello di esercizio zero, a 40 minuti di esercizio aerobico giornaliero per cinque giorni alla settimana, ha indotto, dopo 15 settimane, una marcata depressione dell&#8217;attività delle loro cellule natural killer. 15 settimane di sforzo, per loro esagerato, hanno danneggiato le difese immunitarie e li hanno esposti al rischio di malattie.<br />
Nel 1984 il Colgan Institute ha seguito atleti americani, inglesi e sovietici, riscontrando tra di loro un elevato numero di immunodepressi; gli atleti di tutte e tre i paesi erano più esposti alle infezioni rispetto alla popolazione in generale e con l&#8217;aumentare dell&#8217;allenamento o delle gare aumentava anche il tasso di malattia.<br />
Il Dr.L. Fitzgerald, del St. George&#8217;s Hospital Medical School di Londra, riferisce che il sistema immunitario degli atleti agonisti ad altissimo livello è spesso molto depresso e che essi sono particolarmente soggetti ad infezioni virali. Il Dr. L. Salo ha rilevato nei migliori nuotatori un aumento del rischio di malattia col progredire della stagione sportiva e dell&#8217;intensità dell&#8217;esercizio .<br />
Altro esempio è costituito dai maratoneti, i quali arrivano ad una gara in perfetta salute, ma dopo lo sforzo massimale della gara molti di loro si ammalano nelle settimane successive; secondo una ricerca, un terzo dei maratoneti arrivati al traguardo hanno avuto un&#8217;infezione alle vie respiratorie superiori entro due settimane alla corsa.<br />
In un&#8217;altra ricerca il Dr. Gregory Health e colleghi del Center for Desease di Atlanta e dell&#8217;Università della South Carolina, hanno rilevato malattie delle prime respiratorie in 530 corridori, maschi e femmine, nell&#8217;arco di 12 mesi; la frequenza delle infezioni era direttamente proporzionale ai chilometri percorsi settimanalmente. Più lunghe le distanze percorse più numerose le malattie.<br />
Le ricerche confermano che gli atleti più qualificati americani e inglesi contano molti più giorni di malattia rispetto agli sportivi di livello amatoriale.<br />
<strong>Per quanto riguarda i corridori, le malattie li tengono fermi dall&#8217;allenamento molto più che gli infortuni</strong>; i migliori e i più allenati maratoneti americani hanno il più basso conteggio di linfociti. I membri della squadra di sci di fondo americani, sia uomini sia donne, hanno un&#8217;immunità più scarsa dei controlli .<br />
Il Dr. Rod Fry, della University of Western Australia, ha pubblicato un lavoro che mostra come gli atleti migliori siano spesso sovrallenati, immunodepressi ed esposti alle malattie.</p>
<p>Tutto ciò conferma un dato di fatto; se non ci si allena intensamente non si raggiunge il proprio miglior potenziale; se ci si allena intensamente si danneggia il proprio sistema immunitario. La soluzione va ricercata nei recenti progressi in fatto di nutrizione e nella terapia di profilassi e riequilibrio delle vie enzimatiche; l&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali (oltre 70) in forma bio-attiva (<span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://forvit.it/314-mitoddy.htmlA901160287">Mitoddy</a></strong></span>), Rigeneratori mitocondriali pro energetici a base di NADH e Q10 (<a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html"><strong><span style="color: #ff0000;">BIOnadhplus</span></strong></a>), Antiossidanti dell&#8217;ultima generazione a base di SOD, Vitamina E/d-alfatocoferolo, Picnogenolo (<a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html"><strong><span style="color: #ff0000;">NutrigenSOD</span></strong></a>), stimolatori del sistema immunitario a base di Te Verde, Echinacea, Propoli, Acido Ascorbico (<a href="https://forvit.it/279-imunogen-8033267460340.html"><span style="color: #ff0000;"><strong>Imunogen</strong></span></a>) se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>25%  DI  SCONTO  SIL  PRIMO  ACQUISTO</strong></p>

<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia &#8211; Optimum Sports Nutrition  (L&#8217;esercizio interviene sull&#8217;immunità)</strong></p>
<p>&#8211; Peterson BK. Influence of physical activity on the cellular immune system. Int J Sports Med 1991;12:S23-S29.<br />
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&#8211; Pederson Bk, et al. modulations of natural killer cell activity in peripheral blood by physical exercise. Scand J Immunol 1988;26:673-678.<br />
&#8211; Kishimoto C, et al. The protection of coenzyme Q10 against experimental viral myocrditis in ice. Japanese Circ J 1984;48:1358-1361.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia &#8211; Optimim Sports Nutrition  (Gli antiossidanti combattono gli infortuni)</strong></p>
<p>&#8211; Ernster L. Oxygen as an environmental poison. Chemical Scripta 1986; 26: 525-534.<br />
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		<title>Il Magnesio nelle patologie cardiache</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Forvit Integratori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2022 17:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE E BELLEZZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="583" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864-300x269.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />IL  MAGNESIO  NELLE  PATOLOGIE  CARDIACHE Un minerale amico del cuore A cura del Dott. F. Antuofermo In medicina cardiovascolare, il magnesio è di grande importanza nel trattamento delle aritmie e malattia coronarica. Il magnesio aumenta la soglia di fibrillazione ventricolare e prolunga il tempo di recupero del nodo del seno e il tempo di conduzione</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/il-magnesio-nelle-patologie-cardiache/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="583" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/03/cuore-forvit-solo-e1677840017864-300x269.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>IL  MAGNESIO  NELLE  PATOLOGIE  CARDIACHE</strong><br />
Un minerale amico del cuore</p>
<p><span class="fontstyle0">A cura del Dott. F. Antuofermo</span></p>
<p style="text-align: justify;">In medicina cardiovascolare, il magnesio è di grande importanza nel trattamento delle aritmie e malattia coronarica. Il magnesio aumenta la soglia di fibrillazione ventricolare e prolunga il tempo di recupero del nodo del seno e il tempo di conduzione atrioventricolare. Le principali indicazioni per il magnesio in ambito cardiologico sono la tachicardia indotta da digitale, le tachiaritmie ventricolari, la torsione di punta e le tachicardie atriali multifocali. Inoltre, il magnesio è stato utilizzato con successo in ectopie ventricolari dopo sovradosaggio di neurolettici o antidepressivi triciclici.<span id="more-1157"></span><br />
Potenziali benefici si possono avere anche in tachicardie ventricolari monomorfiche e in aritmie ventricolari che non hanno risposto ai farmaci antiaritmici di classe III. Recenti studi hanno dimostrato gli effetti positivi del magnesio nella gestione perioperatoria di pazienti, in cui può essere ridotta l&#8217;incidenza di aritmie atriali e ventricolari.<br />
Il magnesio per via orale è stato utilizzato per anni nei pazienti con battiti ventricolari prematuri (PVB). Diversi studi hanno dimostrato che la terapia orale con magnesio può efficacemente ridurre l&#8217;incidenza di PVB. È stato inoltre riscontrato che i pazienti con malattia coronarica spesso soffrono di carenza di magnesio; la terapia orale con magnesio migliora la funzione endoteliale in questi pazienti e riduce la trombosi piastrino dipendente. Questi incoraggianti risultati sono stati confermati da un ampio studio clinico che dimostra che la terapia con magnesio per via orale migliora la durata dell&#8217;allenamento fisico e la qualità di vita nei pazienti con malattia coronarica. Inoltre ricerche precedenti hanno rivelato che bassi livelli di magnesio possono essere correlati con i maggiori fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, aterosclerosi, ipercolesterolemia, calcificazione dei tessuti molli.</p>
<p>Approfondimenti<br />
La salute del cuore dipende anche da un adeguato apporto di magnesio e l’integrazione di questo minerale è essenziale per la salute del cuore in particolare se:<br />
• si è subito un attacco di cuore o si è a rischio di attacco di cuore;<br />
• si è soggetti ad aritmia ventricolare;<br />
• ci si è sottoposti, o ci si dovrà sottoporre, a un intervento a cuore aperto o a un trapianto di cuore;<br />
• si soffre di insufficienza cardiaca congestizia o cardiomiopatia;<br />
• si soffre di ipertensione;<br />
• si sta seguendo una terapia con farmaci diuretici a lungo termine</p>
<p style="text-align: justify;">Il Magnesio svolge un ruolo importante, se non fondamentale, a livello di tutti gli apparati come quello nervoso, cardiovascolare, osseo, digestivo e cutaneo. Il Magnesio è inoltre cruciale per la stabilità elettrica delle cellule, il mantenimento dell’integrità di membrana, la contrazione muscolare, la conduzione nervosa e la regolazione del tono vasale. L’assunzione di magnesio risulta consigliabile sia come integrazione sia come vera e propria terapia in un ampio panorama di patologie, tra cui alcune aritmie cardiache, in particolare la torsade de pointe e l’eclampsia.<br />
Vi sono numerosi dati epidemiologici che associano un basso apporto di magnesio con un’aumentata incidenza di malattie cardiovascolari. L’ipomagnesiemia è stata frequentemente associata a varie forme di disturbi cardiovascolari. Il ruolo del magnesio come cofattore di numerose reazioni enzimatiche intracellulari di particolare importanza, in relazione al metabolismo ed alla contrattilità miocardica, è ben stabilito.<br />
Oltre ai dati epidemiologici, vi sono anche risultati clinici e sperimentali che supportano l’impiego di magnesio in alcuni quadri cardiovascolari. Si è dimostrato che un deficit di magnesio induce un danno vascolare a livello cardiaco e renale e promuove l’arteriosclerosi. In alte concentrazioni, la somministrazione di magnesio inibisce l’aggregazione piastrinica, esercita effetti antiaritmici ed induce una vasodilatazione</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://forvit.it/62-tri-magnesio-8023966201887.html?search_query=TRI-MAGNESIO&amp;results=20"><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;">TRIMAGNESIO</span></strong></span></a></span> è un integratore alimentare a base di estratti e polveri Magnesio ossido, Magnesio stearato vegetale, Cellulosa microcristallina, Lievito di birra, Magnesio chelato (Magnesio ossido, proteine del riso, Acido aspartico, Acido citrico), Equiseto (Equisetum arvense L.) fusti sterili, Magnesio citrato, Magnesio cloruro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://forvit.it/463-extra-trimagnesio.html"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">TRIMAGNESIO EXTRA</span></a></span></strong></span></span> è un integratore alimentare a base di estratti e polveri Magnesio ossido, Magnesio stearato vegetale, Cellulosa microcristallina, Lievito di birra, Magnesio chelato (Magnesio ossido, proteine del riso, Acido aspartico, Acido citrico), Equiseto (Equisetum arvense L.) fusti sterili, Magnesio citrato, Magnesio cloruro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&#8220;Testo tratto dal CAM Forza Vitale Itali srl su concessione della medesima azienda proprietaria Riproduzione riservata.&#8221;</p>
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		<title>Prestazione Sportiva e Peso forma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[OTTIMIZZARE RENDIMENTO SPORTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[paride]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="695" height="500" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita.jpg 695w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita-300x216.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" />Prestazione sportiva e Peso forma A cura di Paride Travaglini La corsa è tra gli sport più amati e praticati in assoluto ed un peso adeguato è importante per correre meglio ma soprattutto per mantenere uno stato di benessere duraturo. Bisogna sempre considerare inoltre cosa si andrà a fare: se si corre per mantenersi in forma</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/prestazione-sportiva-e-peso-forma/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="695" height="500" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita.jpg 695w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/attivita-300x216.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" /><p style="text-align: center;"><strong>Prestazione sportiva e Peso forma</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">La corsa è tra gli sport più amati e praticati in assoluto ed un peso adeguato è importante per correre meglio ma soprattutto per mantenere uno stato di benessere duraturo.<br />
Bisogna sempre considerare inoltre cosa si andrà a fare: se si corre per mantenersi in forma o se la finalità sono le gare.<br />
Con l&#8217;agonismo, infatti, il discorso si complica anche perché in questo caso oltre a peso ed altezza che definiscono l&#8217;indice di massa corporea (BMI), vanno considerati altri fattori come la composizione corporea, la valutazione della massa grassa e della massa magra, il metabolismo basale, oltre al fattore età che diventa importantissima.<br />
Lo sport “professionistico” è diverso dallo sport salutare e può creare danni all&#8217;organismo se non gestito nella maniera corretta.<span id="more-284"></span><br />
La moda del momento è cimentarsi su maratone, ultramaratone e lunghe distanze senza aver mai fatto veramente atletica e quindi senza una base tecnica, ma soprattutto il più delle volte con un peso corporeo non consono che può portare ad infortuni anche gravi.<br />
Il gesto atletico della corsa consiste in una fase detta “di volo” in cui entrambi i piedi sono sollevati dal terreno. Per le leggi della fisica un soggetto sovrappeso dovrà spendere più ossigeno ed energia per avanzare rispetto ad uno esile con aumento della percezione della fatica ed un calo della prestazione.<br />
Alla fase di volo segue quella del ritorno al suolo con conseguente impatto del piede di appoggio sul terreno. Si deduce che un soggetto in sovrappeso ripetendo tale fase per un numero di volte vada a sovraccaricare in modo non trascurabile colonna vertebrale, schiena, ginocchia e caviglie, se poi non si ha una scarpa adatta alle proprie caratteristiche fisiche e non c&#8217;è un recupero adeguato si può incorrere in traumi anche gravi e patologie come tendiniti, stiramenti, microfratture ecc..<br />
Si comprende dunque l&#8217;importanza del peso non solo per quanto riguarda la prestazione (avere un peso corporeo inferiore porta a consumare minori calorie durante una gara e di conseguenza si avrà bisogno di ingerire meno calorie prima della gara stessa) ma soprattutto per la salute. Esiste un peso forma ed un peso ideale ai quali si potrebbe aggiungere anche un “peso ideale sportivo” .<br />
Il peso forma è definito come il “valore del peso di un individuo in grado di assicurare la sua salute, il suo benessere fisico e una certa pienezza vitale” ed è il peso in grado di abbassare il rischio di patologie cardiocircolatorie e metaboliche quali ipertensione, infarto, diabete mellito ma anche malattie legate all&#8217;eccessiva magrezza.<br />
Il peso ideale è invece un peso legato al soggetto ed alle sue caratteristiche fisiche: può coincidere col peso forma ma può essere superiore o inferiore. Sopra al peso ideale si è sicuramente in sovrappeso o si ha una muscolatura molto sviluppata.<br />
Il “peso ideale sportivo”, che dipende dallo sport praticato, potrebbe essere definito come il peso ottimale per garantire la prestazione ma che non tiene conto dell&#8217;aspetto salutare.<br />
Se si prende in considerazione la corsa, nello specifico la maratona, tale peso è di molto al di sotto del peso forma e ciò potrebbe portare all&#8217;insorgere di patologie legate proprio all&#8217;eccessiva magrezza: più vulnerabilità alle infezioni con maggiore probabilità di ammalarsi.<br />
E&#8217; per questo motivo che bisognerebbe correre, soprattutto con l&#8217;età che avanza anche se si fanno le gare, per il gusto di farlo e per stare bene, lasciando l&#8217;agonismo ai più giovani e la gestione dell&#8217;atleta professionista ad un medico sportivo ed esperti del settore che possono consigliare un’alimentazione ed un’integrazione adeguata al tipo di attività per non creare danni a volte irreparabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protocollo integrativo BioFood è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l&#8217;allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva <strong><a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html"><span style="color: #0000ff;">Mitoddy</span></a></strong><span style="color: #0000ff;">,</span> rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html"><strong><span style="color: #0000ff;">BIOnadhplus</span></strong></a>, antiossidanti dell&#8217;ultima generazione <strong><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html"><span style="color: #0000ff;">NutrigenSOD</span></a></strong> e <strong><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html"><span style="color: #0000ff;">Cuprum C</span></a></strong>, se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>25%  DI  SCONTO  SUL  PRIMO  ACQUISTO</strong></p>

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		<title>Le lesioni nella corsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[articolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[lesioni]]></category>
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		<category><![CDATA[tendini]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="455" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Le lesioni nella corsa A cura di Paride Travaglini Correre fa bene alla salute, ma come visto la corsa è uno sport traumatico e se non praticata nella maniera corretta può causare problemi più o meno gravi. Le lesioni riguardano principalmente i muscoli, i tendini e le articolazioni; cause e concause di tali problematiche sono da ricondursi</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/le-lesioni-nella-corsa/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="455" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/strappo_forvit-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Le lesioni nella corsa</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Correre fa bene alla salute, ma come visto la corsa è uno sport traumatico e se non praticata nella maniera corretta può causare problemi più o meno gravi.<br />
Le lesioni riguardano principalmente i muscoli, i tendini e le articolazioni; cause e concause di tali problematiche sono da ricondursi principalmente a sovraccarichi funzionali usuranti, quindi ad una non corretta gestione dell&#8217;allenamento.<br />
Nella corsa di resistenza le lesioni muscolari sono favorite dall&#8217;imperfetta preparazione o inadeguato riscaldamento, da carenze tecniche nella corsa e scarsa flessibilità, dall&#8217;indebolimento del muscolo per precedente lesione non ancora completamente stabilizzata, da esiti cicatriziali, dall&#8217;aumento della tensione muscolare legata sia a fattori fisici che psicologici e non da ultimo dall&#8217;affaticamento del muscolo per superallenamento e quindi da un recupero insufficiente dopo un precedente sforzo.<span id="more-227"></span><br />
Questo fattore è forse quello che si riscontra maggiormente negli atleti “amatori” (soprattutto fai da te) abituati molto spesso a non considerare il recupero parte integrante ed importante dell&#8217;allenamento ed attribuire alla causa del trauma uno scarsa forza muscolare.<br />
Ci sono traumi diretti come le contusioni e lesioni muscolari acute dovute a traumi indiretti quali contrazione troppo rapida del muscolo proveniente da una fase di completo rilasciamento, oppure da un iper-allungamento o ancora da un sovraccarico di lavoro, che in base alla gravità si distinguono in contratture, stiramenti o elongazioni, distrazioni e che sono quelle più critiche per lo sportivo.<br />
Nella corsa i muscoli interessati più frequentemente dalle lesioni acute sono il quadricipite, il tricipite surale e i muscoli ischio-crurali.<br />
La contrattura non è una vera e propria lesione. E&#8217; una contrazione involontaria, insistente, caratterizzata dall&#8217;aumento diffuso del tono muscolare, con dolore non localizzato, ritardato a latenza variabile rispetto all&#8217;attività sportiva che in genere può essere portata a termine senza problemi; si cura con calore, massaggi e stretching.<br />
L&#8217;elongazione o stiramento avviene per sollecitazione eccessiva in allungamento del muscolo. Si tratta anche in questo caso di un&#8217;alterazione del tono muscolare; si assiste ad una distensione delle fibrocellule muscolari ma non c&#8217;è rottura e quindi tumefazione o ecchimosi.<br />
La sintomatologia si manifesta con un dolore acuto a livello dell&#8217;intera fascia muscolare durante l&#8217;attività sportiva e in genere non impedisce il suo proseguimento; tuttavia il fastidio tende ad aumentare progressivamente.<br />
E’ molto importante interrompere subito la gara o l’allenamento per evitare di procurarsi una lesione più seria. Le distrazioni (conosciute più comunemente come strappi) sono lesioni gravi caratterizzate da lacerazioni delle fibre muscolari; a seconda della gravità e quindi della percentuale delle fibre coinvolte abbiamo distrazioni di 1°, 2°, e di 3° grado.<br />
Nella distrazione di 1°grado il dolore è di tipo trafittivo ed impedisce il proseguimento dell&#8217;attività ed il muscolo è doloroso in toto.<br />
La distrazione di 2° grado è caratterizzata da impotenza funzionale, dolore localizzato in un punto preciso con ecchimosi tardive.<br />
Nella distrazione di 3°grado si assiste all&#8217;interruzione totale o subtotale del muscolo; compare un ematoma istantaneo e si avverte dolore anche a riposo. Si ha impotenza funzionale immediata e totale. In caso di lesioni muscolari acute, nell&#8217;immediato procedere con la crioterapia locale, non massaggiare, procedere con bendaggio compressivo e bendaggio di tutto il muscolo evitare il carico, elevare l&#8217;arto mantenendolo in scarico. E&#8217; importante il riposo assoluto!<br />
L&#8217;ecografia consente di stabilire lo stato preciso della situazione patologica e di seguirne l’evoluzione e la guarigione; i tempi di recupero vanno da alcune settimane per stiramenti e distrazioni di 1° grado fino a mesi per distrazioni di 2° grado e rotture totali.<br />
Gli antiossidanti possono essere una soluzione efficace a riguardo. L’utilizzo preventivo di supplementi antiossidanti negli atleti è necessario per combattere l’inevitabile danno muscolare causato dai radicali liberi generati dall’esercizio, nonché per accorciare il tempo di recupero degli allenamenti; l’integrazione antiossidante dovrebbe essere parte integrante di ogni programma nutrizionale di tutte le discipline sportive.</p>
<p>Il protocollo integrativo<strong> Bio-Food</strong> è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l’allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L’integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/314-mitoddy.html">Mitoddy</a></strong></span>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<span style="color: #0000ff;"><strong>BIOnadhplus</strong></span></a>), antiossidanti dell’ultima generazione (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html">NutrigenSOD</a></strong></span>), (<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html">Cuprum C</a></strong></span>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
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		<title>Tendinopatie nella corsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="656" height="580" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit.jpg 656w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit-300x265.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" />Tendinopatie nella corsa A cura di Paride Travaglini Un altro gruppo di traumi imputabili alla corsa riguardano i tendini, robuste strutture fibrose che legano i muscoli alle ossa o ad altre strutture di inserzione. Anche i singoli tendini possono, infatti, essere interessati da processi degenerativi legati al sovraccarico funzionale. Nei runners, le tendinopatie più frequenti sono</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/tendinopatie-nella-corsa/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="656" height="580" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit.jpg 656w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/tendine_forvit-300x265.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /><p style="text-align: center;"><strong>Tendinopatie nella corsa</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro gruppo di traumi imputabili alla corsa riguardano i tendini, robuste strutture fibrose che legano i muscoli alle ossa o ad altre strutture di inserzione.<br />
Anche i singoli tendini possono, infatti, essere interessati da processi degenerativi legati al sovraccarico funzionale.<br />
Nei runners, le tendinopatie più frequenti sono a carico del tendine d&#8217;Achille, dei peronieri, del tibiale posteriore, dei muscoli adduttori spesso responsabili della pubalgia.<br />
A differenza dei velocisti, nei fondisti il sovraccarico si realizza prevalentemente nella fase d&#8217;appoggio e non in quella di spinta.<br />
Nella corsa infatti ogni volta che il piede tocca il suolo riceve una controspinta di oltre il 250% del peso corporeo. Moltiplicando questo valore per il numero di appoggi in una lunga distanza si intuisce il lavoro e la sollecitazione a carico soprattutto dei muscoli surali e del tendine d&#8217;Achille.<span id="more-232"></span><br />
Esso ha origine dal muscolo tricipite della sura, si inserisce sul calcagno ed è implicato nella deambulazione, nella corsa e nel salto.<br />
La sua infiammazione è tra le forme più comuni di tendiniti si ritrova sia in atleti agonisti che amatoriali, con una grande gamma di quadri clinici che vanno dalla peritendinite, alla degenerazione strutturale tendinosica, alla tendinopatia inserzionale fino alla rottura del tendine. Come altre lesioni da usura, inizialmente viene spesso trascurata ma una volta stabilizzata può causare lunghi periodi di invalidità e predisporre alla successiva rottura.<br />
I principali fattori implicati in questa patologia sono un&#8217;attività eccessiva o non abituale come la corsa in salita, le scarpe indossate, il tipo di terreno su cui si corre, la conformazione anatomica del piede (piede molto arcuato, piede piatto o pronato) e la coordinazione del movimento.<br />
Si lamentano dolore e rigidità lungo il decorso del tendine inizialmente legato allo sforzo ma che si presentano poi anche a riposo, alcune ore dopo o il giorno successivo all&#8217;attività atletica.<br />
La palpazione o lo schiacciamento produce dolore; un&#8217;ecografia mette in evidenza il grado di lesione. Per escludere alterazioni ossee si può ricorrere ad una radiografia.<br />
In caso di tendinite achillea oltre al riposo si ricorre ad antinfiammatori (<a href="https://www.forvit.it/285-arpagodol-45-cpr.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ARPAGODOL</strong></span></a> a base di estratto secco titolato di Artiglio del Diavolo), terapia fisica e chinesiologica. Solo in caso di cronicizzazione può essere necessario l&#8217;intervento chirurgico. Anche tendiniti a carico dei peronieri ed del tibiale posteriore sono comuni nei runners.<br />
Ad essere interessati sono i tendini che dalla loggia posteriore della gamba che si inseriscono sul piede rispettivamente al lato esterno ed al lato interno della caviglia, passando sotto i rispettivi malleoli. Sono implicati nell&#8217;azione e flessione plantare del piede durante il cammino, la corsa ed il salto e la loro infiammazione ha cause simili a quelle che colpiscono il tendine d&#8217;Achille.<br />
Anche in questo caso la diagnosi si basa su un&#8217;esame obiettivo, esame ecografico e radiografico.<br />
La terapia: riposo funzionale, antinfiammatori, fisiochinesiterapia.</p>
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		<title>Muscolo ileo-psoas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="600" height="544" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg 600w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit-300x272.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />                                                             ILEO-PSOAS A cura di Paride Travaglini Non è un caso che l&#8217;ileo-psoas sia chiamato anche muscolo dell&#8217;anima.  È uno dei muscoli più spessi e meno conosciuti</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/ileo-psoas/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="544" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit.jpg 600w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/ileo-psoas-forvit-300x272.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p style="text-align: justify;">                                                             <strong>ILEO-PSOAS</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che l&#8217;ileo-psoas sia chiamato anche muscolo dell&#8217;anima.  È uno dei muscoli più spessi e meno conosciuti del corpo, di cui a volte si sottovaluta l&#8217;importanza. Fondamentale sia per il benessere fisico sia per quello psicologico, influisce sulla mobilità, sulla postura, sulla flessibilità.<br />
Il muscolo ileo-psoas viene spesso considerato come un unico muscolo biarticolare, situato nella regione lomboiliaca e nella regione anteriore della coscia, ma in realtà è formato da due porzioni distinte: il muscolo grande psoas, e il muscolo iliaco. A queste si aggiunge anche il piccolo psoas meno importante dal punto di vista funzionale, che si trova nell’addome, ed è un debole flessore del tronco. L’ileo-psoas è il muscolo principale associato con la stabilità fisica.<span id="more-288"></span><br />
Per rendersi conto dell&#8217;importanza di tale muscolo basti pensare i rapporti che esso trae; in particolare il grande psoas trae rapporti con l’arco diaframmatico mediale, rene, uretere, vasi renali, colon ascendente a destra e discendente a sinistra, oltre ad ospitare il nervo femorale.<br />
Da sottolineare inoltre che davanti al muscolo ileo-psoas si estende una delle più importanti fasce, la fascia lombo-iliaca. L’ileo-psoas è connesso al diaframma, che modula il respiro.<br />
E&#8217; il più potente flessore della coscia e gioca un ruolo importante nella deambulazione; è implicato anche nella flessione ed inclinazione laterale del tronco, contribuisce a mantenere l&#8217;equilibrio del bacino, la postura ed a stabilizzare la schiena.<br />
La sua contrazione favorisce la lordosi lombare ( il suo ipertono può dare luogo a lombalgie) e tenerlo costantemente in tensione può causare molti problemi, come dolori alla schiena, alle spalle, ai fianchi o alle ginocchia, sciatica, ma anche problemi digestivi e disfunzioni respiratorie.<br />
L&#8217;ileo-psoas è facilmente infiammabile; la sua contrattura è molto frequente e si manifesta inizialmente con un dolore subduolo nella fossa iliaca, acuito da alcuni movimenti.<br />
Si parla di sindrome dello psoas ed uno dei segni caratteristici è una palese difficoltà del soggetto a ripristinare la postura eretta dopo un accosciamento prolungato o una prolungata posizione seduta morbida. La sindrome può essere scatenata anche da forti contrazioni a seguito di lavori sportivi specie nel calcio, atletica, rugby, pallacanestro. Rilassare il muscolo con stretching  aiuta a prevenire il rischio di infiammazioni e contratture!<br />
Il trattamento riabilitativo si basa sul massaggio miofasciale dell’ileo-psoas, recupero dell’estensibilità e della forza muscolare, unitamente alla valutazione del muscolo piriforme e al massaggio riflessogeno del piriforme.</p>
<p>Si può ricorrere ad estratti vegetali sia nel processo antinfiammatorio (<a href="https://www.forvit.it/285-arpagodol-45-cpr-8033267460173.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ARPAGODOL</strong></span></a> a base di estratto secco titolato di Artiglio del Diavolo) che preventivo come il protocollo integrativo <strong> Bio-Food</strong> è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l&#8217;allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<strong><a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html">Mitoddy</a></strong>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<strong>BIOnadhplus</strong></a>), antiossidanti dell&#8217;ultima generazione (<strong><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html">NutrigenSOD</a></strong>), (<strong><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html">Cuprum C</a></strong>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
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		<title>Condromalacia rotulea o &#8220;ginocchio del corridore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
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		<category><![CDATA[rotula]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="463" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit-300x214.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Condromalacia rotulea o &#8220;ginocchio del corridore&#8221; A cura di Paride Travaglini Il dolore cronico al ginocchio è una patologia comune in molti atleti, può aver origine sia da problemi dell&#8217;apparato estensore che da malattia articolare degenerativa. Nei runners si riscontra frequentemente il “ginocchio del corridore”, chiamato anche condromalacia rotulea, sublussazione rotulea, sindrome da iperpressione rotulea o</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/condromalacia-rotulea/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="463" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2022/02/ginocchio_forvit-300x214.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Condromalacia rotulea o &#8220;ginocchio del corridore&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore cronico al ginocchio è una patologia comune in molti atleti, può aver origine sia da problemi dell&#8217;apparato estensore che da malattia articolare degenerativa.<br />
Nei runners si riscontra frequentemente il “ginocchio del corridore”, chiamato anche condromalacia rotulea, sublussazione rotulea, sindrome da iperpressione rotulea o sindrome da insufficienza quadricipitale, un evento traumatico a carico della cartilagine rotulea.<br />
Per capire la patologia bisogna considerare l&#8217;anatomia dell&#8217;apparato estensore ed in particolare quella del vasto mediale, il più piccolo dei quattro componenti del quadricipite, ma il più importante dal punto di vista della posizione e soprattutto della stabilizzazione della rotula.<br />
Il ginocchio del corridore è una sindrome da usura causata da fessurazioni o microtraumi di diversi gradi della cartilagine ed è conseguente per lo più ad una nuova attività. Si riscontra potenzialmente in qualsiasi sport ma è più frequente nella corsa, nel ciclismo, nella danza, nella ginnastica e nel pattinaggio artistico.<span id="more-256"></span><br />
In un runners se la rotula lavora male può portare all&#8217;instaurarsi della patologia, generando un’infiammazione o un vero e proprio danno alla rotula stessa.<br />
Molto spesso la condromalacia rotulea è il risultato di una lesione acuta del ginocchio, di solito conseguente al ritorno all&#8217;attività sportiva senza prima aver rinforzato adeguatamente il quadricipite.<br />
Il dolore viene percepito  nella parte anteriore del ginocchio. Si tratta di un dolore delocalizzato: il runner infatti di solito non riesce ad indicare un punto preciso e fa scorrere su e giù le dita lungo il bordo mediale della rotula.<br />
La patologia peggiora generalmente salendo e scendendo le scale, eseguendo manovre di accovacciamento o semi accovacciamento col carico posto sul ginocchio semi flesso, ed in particolare dopo essere stati seduti a lungo col ginocchio flesso.<br />
Si percepisce una sensazione di “blocco” che è in realtà una rigidità dovuta alla difficoltà di estendere il ginocchio.<br />
Nell&#8217;atleta che presenta la patologia, è quasi sempre evidente un deficit del vasto mediale cioè una perdita di massa rispetto al controlaterale che è visibile quando il quadricipite è in contrazione isometrica con il ginocchio completamente esteso.<br />
Può essere presente anche un versamento e la flessione può essere limitata.<br />
In prima istanza, è necessario sospendere temporaneamente le attività che causano dolore. Si può ricorrere alla crioterapia, a FANS, fisioterapie strumentali oltre agli esercizi isometrici.<br />
Un appropriato trattamento include l’eliminazione o la modificazione dei movimenti biomeccanici come ad esempio l&#8217;iperpronazione che causano il dolore e la loro correzione, evitando posizioni o movimenti che possono aumentare l’infiammazione già in atto.<br />
In sostanza, è necessario recuperare la normale forza, resistenza e flessibilità del quadricipite eseguendo quotidianamente esercizi di allungamento mantenendo la posizione per almeno 20 secondi. La stessa cosa è valida per il rafforzamento isometrico. Tali esercizi valgono anche come prevenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può ricorrere ad estratti vegetali sia nel processo antinfiammatorio (<a href="https://www.forvit.it/285-arpagodol-45-cpr-8033267460173.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ARPAGODOL</strong></span></a> a base di estratto secco titolato di Artiglio del Diavolo) che preventivo come il protocollo integrativo <strong> Bio-Food</strong> è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo, protegge i nostri muscoli dai danni causati dai radicali liberi durante l&#8217;allenamento e favorisce il benessere quotidiano. L&#8217;integrazione regolare di estratti multiminerali in forma bio-attiva (<strong><a href="https://forvit.it/314-mitoddy.html">Mitoddy</a></strong>), rigeneratori mitocondriali proenergetici <a href="https://forvit.it/311-bionadh-plus.html">(<strong>BIOnadhplus</strong></a>), antiossidanti dell&#8217;ultima generazione (<strong><a href="https://forvit.it/315-nutrigen-sod.html">NutrigenSOD</a></strong>), (<strong><a href="https://forvit.it/312-cuprum-c.html">Cuprum C</a></strong>), se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.</p>
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		<title>Pubalgia cause e rimedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paride Travaglini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli del Blog Forvit]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT & SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[addominali]]></category>
		<category><![CDATA[calciatori]]></category>
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		<category><![CDATA[pubalgia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="650" height="323" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" />Pubalgia cause, rimedi e prevenzione A cura di Paride Travaglini Non è raro vedere calciatori, hockeisti, runners o in generale sportivi impegnati in attività che sollecitano gli arti inferiori in cambi di direzione repentini soffrire di pubalgia. La pubalgia è un&#8217;infiammazione muscolo-tendinea (mioentesite) che interessa i punti di inserzione sull&#8217;osso pubico di vari muscoli, in particolare</div><div class="blog-btn"><a href="https://forvit.com/pubalgia-cause-e-rimedi/" class="home-blog-btn">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="650" height="323" src="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978.jpg 650w, https://forvit.com/wp-content/uploads/2019/03/pubalgia-e1678118431978-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p style="text-align: center;"><strong>Pubalgia cause, rimedi e prevenzione</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://forvit.com/paride-travaglini/">A cura di <strong>Paride Travaglini</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è raro vedere calciatori, hockeisti, runners o in generale sportivi impegnati in attività che sollecitano gli arti inferiori in cambi di direzione repentini soffrire di pubalgia. La pubalgia è un&#8217;infiammazione muscolo-tendinea (mioentesite) che interessa i punti di inserzione sull&#8217;osso pubico di vari muscoli, in particolare adduttori, pettineo, piramidale, retti, obliqui e addominali trasversi. Si manifesta con dolore in sede inguinale, pubica o sulla faccia interna delle cosce. Si tratta di una sindrome che presenta un&#8217;eziologia vastissima. Secondo alcuni autori (Jarvinen e coll. 1997), è possibile infatti identificare ben 72 cause di pubalgia. <span id="more-249"></span>Essa è considerata di difficile inquadramento sia per la complessità della zona anatomica coinvolta che per le sovrapposizioni di altre patologie al quadro clinico. Sovraccarico funzionale associato ai microtraumi ripetuti nel tempo sono le cause primarie della patologia che si manifesta con un dolore iniziale nella zona pubica, che va ad interessare poi la coscia e a volte anche la sede retropubica accompagnato dalla sensazione di incompleto svuotamento della vescica che spinge continuamente ad urinare (tenesmo vescicale).Il dolore si presenta soprattutto al risveglio e all&#8217;inizio dell&#8217;attività fisica e tende a scomparire poi con il movimento. Nei casi più gravi esso è continuo e diventa più persistente con i movimenti bruschi. Gli adduttori risultano essere contratti.<br />
La cosa più sbagliata è continuare ad allenarsi come prima senza indagare la causa.<br />
Tre possono essere le tipologie di pubalgia che possono agire separatamente o insieme:<br />
<strong>Tendinopatia inserzionale degli adduttori della coscia</strong>: causata da microtraumi ripetuti a carico dei muscoli adduttori della coscia e dei muscoli addominali.<br />
<strong>Sindrome sinfisaria (nota anche come osteo-artropatia della sinfisi pubica)</strong> : causata da microtraumi indotti dai muscoli adduttori che a causa degli stiramenti continui a cui sono sottoposti possono portare a lungo termine ad un cedimento a livello della sinfisi.<br />
<strong>Sindrome della guaina del retto addominale o sindrome del nervo perforante del retto addominale nel calciatore</strong>: che coinvolge addominali (retto, obliqui, trasversi), adduttori o altri muscoli del bacino. E&#8217; tipica dei calciatori con il dolore che raggiunge l&#8217;apice quando si sta per calciare o si calcia il pallone, gesti durante i quali si ha una forte tensione dei muscoli addominali.<br />
La sindrome pubalgica non interessa solo gli atleti di livello, ma anche amatori. Le cause possono essere intrinseche o estrinseche.<br />
Nelle prime rientrano iperlordosi, sovrappeso, lombalgia, accentuata asimmetria degli arti inferiori scarso equilibrio fra la muscolatura degli arti inferiori e quella addominale (specie nei podisti).<br />
Le seconde comprendono attività su fondo irregolare, scarpe inadeguate, allenamenti eseguiti in modo scorretto (allenamenti fai da te), infortuni precedenti non recuperati bene.<br />
Secondo alcuni autori la pubalgia potrebbe essere legata all&#8217;Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM), quindi alla masticazione e alla postura. Una malocclusione potrebbe creare tensione a livello dei muscoli deputati alla masticazione che avrebbe ripercussioni sulla cervicale prima e poi su tutto il sistema posturale.<br />
La pubalgia non va sottovalutata. Il riposo è importantissimo; il tempo di guarigione è variabile e dipende dalla gravità del problema. Si va da qualche settimana a diversi mesi. Vanno evitati movimenti bruschi e il sollevamento di grossi carichi da terra.<br />
Un ruolo importante nel recupero lo ha il fisioterapista che dovrà consigliare la terapia chinesiologica più adatta al caso. La terapia conservativa, infatti, che prevede stretching, potenziamento muscolare ed esercizi specifici è quella che da i migliori risultati. Fondamentale è la prevenzione: un allenamento corretto rappresenta la prima prevenzione.</p>
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