Condromalacia rotulea o “ginocchio del corridore”

Condromalacia rotulea o “ginocchio del corridore”

Condromalacia rotulea o “ginocchio del corridore”

A cura di Paride Travaglini

Il dolore cronico al ginocchio è una patologia comune in molti atleti, può aver origine sia da problemi dell’apparato estensore che da malattia articolare degenerativa.
Nei runners si riscontra frequentemente il “ginocchio del corridore”, chiamato anche condromalacia rotulea, sublussazione rotulea, sindrome da iperpressione rotulea o sindrome da insufficienza quadricipitale, un evento traumatico a carico della cartilagine rotulea.
Per capire la patologia bisogna considerare l’anatomia dell’apparato estensore ed in particolare quella del vasto mediale, il più piccolo dei quattro componenti del quadricipite, ma il più importante dal punto di vista della posizione e soprattutto della stabilizzazione della rotula.
Il ginocchio del corridore è una sindrome da usura causata da fessurazioni o microtraumi di diversi gradi della cartilagine ed è conseguente per lo più ad una nuova attività. Si riscontra potenzialmente in qualsiasi sport ma è più frequente nella corsa, nel ciclismo, nella danza, nella ginnastica e nel pattinaggio artistico.
In un runners se la rotula lavora male può portare all’instaurarsi della patologia, generando un’infiammazione o un vero e proprio danno alla rotula stessa.
Molto spesso la condromalacia rotulea è il risultato di una lesione acuta del ginocchio, di solito conseguente al ritorno all’attività sportiva senza prima aver rinforzato adeguatamente il quadricipite.
Il dolore viene percepito  nella parte anteriore del ginocchio. Si tratta di un dolore delocalizzato: il runner infatti di solito non riesce ad indicare un punto preciso e fa scorrere su e giù le dita lungo il bordo mediale della rotula.
La patologia peggiora generalmente salendo e scendendo le scale, eseguendo manovre di accovacciamento o semi accovacciamento col carico posto sul ginocchio semi flesso, ed in particolare dopo essere stati seduti a lungo col ginocchio flesso.
Si percepisce una sensazione di “blocco” che è in realtà una rigidità dovuta alla difficoltà di estendere il ginocchio.
Nell’atleta che presenta la patologia, è quasi sempre evidente un deficit del vasto mediale cioè una perdita di massa rispetto al controlaterale che è visibile quando il quadricipite è in contrazione isometrica con il ginocchio completamente esteso.
Può essere presente anche un versamento e la flessione può essere limitata.
In prima istanza, è necessario sospendere temporaneamente le attività che causano dolore. Si può ricorrere alla crioterapia, a FANS, fisioterapie strumentali oltre agli esercizi isometrici.
Un appropriato trattamento include l’eliminazione o la modificazione dei movimenti biomeccanici come ad esempio l’iperpronazione che causano il dolore e la loro correzione, evitando posizioni o movimenti che possono aumentare l’infiammazione già in atto.
In sostanza, è necessario recuperare la normale forza, resistenza e flessibilità del quadricipite eseguendo quotidianamente esercizi di allungamento mantenendo la posizione per almeno 20 secondi. La stessa cosa è valida per il rafforzamento isometrico. Tali esercizi valgono anche come prevenzione.

Si può ricorrere ad estratti vegetali sia nel processo antinfiammatorio (ARPAGODOL a base di estratto secco titolato di Artiglio del Diavolo) che preventivo come il protocollo integrativo BIO-FOOD composto da antiossidanti di ultima generazione (NutrigenSOD), (Bionadh plus), (Cuprum C) e multiminerali in forma bio-attiva (Mitoddy). Il protocollo BIO-FOOD è un programma nutrizionale specifico che oltre ad ottimizzare il rendimento sportivo ci protegge dai danni articolari e muscolari causati dall’allenamento e favorisce il benessere quotidiano.

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1 commento finora

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Sindy Lewars Scritto il1:35 pm - Apr 12, 2019

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