Raffreddore

Raffreddore

RAFFREDDORE & CONGESTIONE NASALE
Liberare le alte vie respiratorie per garantire una corretta respirazione

A cura del Dr. G. Galluzzo

Il raffreddore, indicato anche come congestione nasale, nasofaringite, rinofaringite, o coriza, è un’infezione delle vie respiratorie superiori, causata da uno degli oltre 200 virus; nel 30-80% dei casi si tratta del Rhinovirus. Quando il virus arriva sulla superficie mucosa del naso (o anche della gola) si aggancia alle cellule e crea fori nelle membrane, consentendo così al materiale genetico virale di penetrare e di replicarsi.
In risposta all’invasione virale, l’organismo schiera le sue difese: il naso e la gola rilasciano mediatori chimici che stimolano il sistema immunitario; le cellule danneggiate producono prostaglandine che innescano il processo infiammatorio e richiamano i leucociti. Più dell’accumulo di muco, è proprio l’infiammazione della mucosa nasale ad aumentare la quantità di edema locale e a ostruire quindi il passaggio dell’aria, causando congestione.
La temperatura corporea può alzarsi per aumentare la risposta immunitaria; viene rilasciata istamina con aumento della produzione di muco nasale in modo da intrappolare e rimuovere le particelle virali. Man mano che la battaglia contro il virus del raffreddore procede, il corpo contrattacca con la sua artiglieria pesante: monociti, linfociti, interferone (definito l’autofarmaco antivirale del nostro organismo) e numerose proteine circolanti nel plasma, che ricoprono il virus e le cellule infettate, rendendo più facile il loro riconoscimento e la loro distruzione da parte dei globuli bianchi. Solitamente il processo è temporaneo e nel giro di poco tempo tende a risolversi; tuttavia la congestione nasale può cronicizzarsi e creare disturbi nel tempo. Il naso è strettamente collegato alle altre strutture del sistema respiratorio: l’infiammazione dal naso può estendersi alle principali vie aeree fino alla trachea e ai bronchi. Può essere coinvolto anche l’orecchio, determinando, nei casi più gravi, anche otiti e muco nel condotto uditivo. Inoltre, se per la maggior parte delle persone un raffreddore è semplicemente un raffreddore, per alcune può determinare sgradevoli complicazioni come problemi respiratori (es. bronchite).
I sintomi del raffreddore sono dovuti alla naturale risposta immunitaria del nostro corpo all’infezione, piuttosto che agli insulti tissutali da parte dei virus. I sintomi generalmente raggiungono l’apice dopo 2 o 3 giorni dall’insorgere dell’infezione e normalmente si risolvono in 7 o 10 giorni anche se, in alcuni casi, possono protrarsi per alcune settimane. Il raffreddore colpisce principalmente naso, gola (faringite) e seni paranasali (sinusite).

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“Testo tratto dal CAM Forza Vitale Itali srl su concessione della medesima azienda proprietaria Riproduzione riservata.”

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