Sistema Immunitario

Sistema Immunitario

Protezione e sostegno per il benessere dell’organismo

A cura del dott. G. Galluzzo

All’interno del nostro corpo c’è una straordinaria quanto complessa rete di protezione: il sistema immunitario. Con il termine sistema si intende un’unità fisica e funzionale, un insieme di organi e tessuti che sono in interazione, in relazione funzionale tra loro e con altri sistemi. Questo intricato ed efficientemente integrato network di mediatori chimici, cellule, tessuti, organi, che forma un’unica entità, ha la funzione di proteggere l’integrità dell’organismo da qualsiasi forma di insulto, sia esso infettivo, chimico, fisico o psichico. Il sistema immunitario è un sistema biologico in grado di reagire e modificare la sua reattività sia sulla base di stimoli esterni fisici, emozionali e psicosociali sia di meccanismi automatici interni geneticamente programmati. Esso è strutturato in modo da distinguere il self (strutture endogene o esogene che non costituiscono un pericolo e che dunque possono o devono essere preservate) dal non self (strutture endogene o esogene potenzialmente dannose che si dimostrano nocive per l’organismo e che devono essere eliminate) ed è finalizzato a distruggere il non self per proteggere il self e mantenere l’omeostasi.
La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) ha ampiamente dimostrato l’esistenza di articolate connessioni tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario; come questi sistemi, così tutti gli elementi del sistema immunitario, pur non necessariamente connessi tra loro dal punto di vista anatomico, formano un tutt’uno, interagiscono finemente tra loro e svolgono la funzione comune di salvaguardare l’organismo.
Nella moderna immunologia al termine sistema si sta via via affiancando e pian piano sostituendo il termine rete. Tanto quanto il sistema nervoso, il sistema immunitario si configura come una complessa rete interattiva, i cui elementi appaiono come un esteso gruppo di individui che tra loro conversano, si scambiano informazioni, non soltanto dunque come sentinelle guerriere alla ricerca di nemici.
L’insieme delle reazioni e comunicazioni che interessano gli elementi immunitari e non immunitari disegna una rete che crea una specie di processo cognitivo (da qui la nuova scienza dell’immunologia cognitiva, figlia del neuroscienziato, filosofo, biologo ed epistemologo cileno Francisco J. Varela). In questo quadro il sistema immunitario e quello nervoso si collocano come due sistemi cognitivi interagenti, dove il processo cognitivo si rivolge in primis al proprio interno e successivamente all’esterno, come se, con questa operazione cognitiva, il sistema immunitario ridefinisse continuamente l’identità biologica individuale in costante trasformazione; in questa prospettiva immunità e identità si identificano l’una nell’altra perché l’una equivale all’altra. Per il filosofo e scienziato A. I. Tauber l’identità immunitaria è un essere vivente, che continuamente si ridefinisce, si riafferma e si ridetermina. Nella teoria della rete
autonoma (ANT – Autonomous Network Theory), formulata da F. Varela, il sistema immunitario ha una sua attività endogena indipendente e non necessita di un management centrale. Come nella corteccia motoria e sensitiva esiste una mappa corporea, così nel sistema immunitario è presente una sorta di homunculus, una raffigurazione interna del proprio sé in continua autodefinizione/ autoriconoscimento in risposta prima a eventi e cambiamenti interni e poi a eventi e stimoli esterni. Guardando al sistema immunitario come a una rete cognitiva autonoma, ne deriva che la sua funzione principale è relazionarsi con il self, l’organismo, il “sé” in continuo divenire, e secondariamente rispondere a eventuali insulti provenienti dall’esterno. Per Varela l’intero organismo e il sistema immunitario sono coinvolti in una danza reciproca “che consente al corpo di avere un’identità mutevole e plastica nel corso di tutta la sua vita e dei suoi molteplici incontri”.
Il sistema immunitario agisce come una sorta di bilancia della vita, i cui piatti oscillano in base a molteplici fattori, inclusi i cambiamenti emotivi, l’alimentazione, l’attività fisica, l’intero ambiente in cui è inserito l’organismo nonché le relazioni e le situazioni che questo si trova a vivere. Le patologie a carico del sistema immunitario possono quindi essere di differenti tipologie e avere multiformi caratteristiche.
Un disordine immunitario – ossia un’alterazione funzionale del network – può, infatti, essere classificata in base alla componente del sistema che è interessata, se la condizione è congenita o acquisita o ancora se il sistema è iper o ipo-responder. Il sistema immunitario è un’efficiente rete contraddistinta da specificità, inducibilità e adattamento; tuttavia possono verificarsi anomalie che
possono essere suddivise in tre estese categorie: immunodeficienze (incapacità qualitativa o quantitativa di produrre difese contro agenti patogeni provenienti dall’esterno o generatisi internamente), autoimmunità (risposta immunitaria patologica rivolta verso elementi del proprio organismo con danni di vario grado) e ipersensibilità o allergia (risposta eccessiva ad antigeni esterni normalmente innocui).
Quando uno o più componenti della rete immunitaria sono inattivi, si verifica l’immunodeficienza. Le immunodeficienze possono essere di natura ereditaria quindi congenite o comunque dovute ad un difetto genetico (primitive) o acquisite (secondarie), quando causate da trattamenti farmacologici (es. prednisone, ciclosporina), infezioni virali (es. AIDS) o condizioni iatrogene (splenectomia).
Nei paesi in via di sviluppo la malnutrizione proteica e calorica creano alterazioni nelle risposte di difesa, laddove nei paesi sviluppati l’obesità, l’alcolismo, l’uso di droghe sono cause comuni di disfunzionalità immunitaria. Ne consegue che un sano stile di vita può costituire un elemento cruciale per l’equilibrio immunitario. Insieme a corrette scelte alimentari e una salutare attività fisica, giocano un ruolo determinante le complesse e delicate dinamiche della vita interiore: ritmi frenetici, stress fisico e psicologico, stati emotivi difficili possono determinare modificazioni psicofisiologiche e alterare anche la rete immunitaria, rendendola ad esempio più vulnerabile alle aggressioni virali e batteriche. Non dimentichiamo il motto di Giovenale “mens sana in corpore sano” dall’interpretazione ambivalente.
Quando i meccanismi di riconoscimento del self dal non self si alterano, il sistema immunitario schiera le sue difese contro elementi dello stesso organismo. Fu Paul Ehrlich, agli inizi del secolo scorso, a coniare il termine “horror autotoxicus” per indicare una risposta immune dannosa verso gli antigeni autologhi. Le risposte autoimmuni sono parte integrante del nostro sistema immunitario, solitamente indicate come autoimmunità naturale; è importante, infatti, distinguere tra reazione autoimmune (stato fisiologico) e malattia autoimmune (stato patologico), quando cioè il sistema immunitario non è più in grado di controllare e spegnere i processi diretti contro l’organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa.
Quotidianamente riceviamo insulti più o meno aggressivi dall’ambiente in cui viviamo. Un sistema immunitario efficiente interviene a difesa del nostro organismo; quando invece l’attività immunitaria è alterata, sostanze normalmente innocue (es. i pollini) possono scatenare un’abnorme risposta immune che da protettiva diventa dannosa, innescando reazioni allergiche e di ipersensibilità.
Un sistema immunitario indebolito può inoltre subire gli effetti di condizioni atmosferiche non favorevoli a cui spesso si sommano stati di malessere psicofisico, causando ricorrenti disturbi stagionali. Il network immunitario si configura come un sistema oscillante in fragile e variabile equilibrio; immunostimolare e immunomodulare significa saper sapientemente proteggere, potenziare, bilanciare questa rete integrata e interattiva senza perturbarne le complesse dinamiche, ma intervenire con il suo stesso linguaggio, quello della vis medicatrix naturae. Il ricorso alla medicina integrata rappresenta ormai un efficace mezzo sempre più apprezzato e largamente convalidato; parte integrante di questo approccio terapeutico, la moderna fitoterapia propone validi strumenti per intervenire anche nella singola unità ma abbracciando il tutto. Dall’echinacea al ribes nigrum, dalla potenza degli oli essenziali alla profondità di azione degli estratti di cellule vegetali staminali (PSC), la natura offre numerose fonti per il benessere immunitario e dall’accurata ricerca scientifica di appassionati pionieri nascono comprovati rimedi impiegati con successo nella pratica clinica.

“Testo tratto dal CAM Forza Vitale Itali srl su concessione della medesima azienda proprietaria Riproduzione riservata.”

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