DOMS (Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata)

DOMS (Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata)

DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness)

A cura di Paride Travaglini

Quante volte dopo una camminata in montagna o una corsa, una partita a tennis, a calcetto…, è capitato il giorno dopo di avere dolori muscolari, più o meno intensi? E quante volte abbiamo sentito la frase: “non ho smaltito l’acido lattico”? Una “credenza” che ancora oggi è diffusa in diversi ambienti sportivi, dura a morire, che è stata ampiamente smentita da studi scientifici.
Quei dolori, che prendono il nome di ‘Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata o DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), che insorgono a seguito di un aumento dello sforzo fisico, non sono altro che una normale risposta fisiologica dell’organismo allo stesso o ad attività fisiche non abituali.
I  DOMS insorgono 8-12 ore dopo l’attività fisica, hanno un picco tra le 24 e le 48 ore  ( Armstrong, 1990; Connolly et al., 2003 ) e scompaiono dopo 72-120 ore, e sono diversi dall’indolenzimento muscolare ad insorgenza acuta caratterizzato da una sensazione di bruciore, che si manifesta durante o subito dopo un allenamento di tipo anaerobico.
Mentre in questo caso la causa è da ricercare da un eccesso di acido lattico nel muscolo ed è un evento transitorio poiché l’acido lattico ha un’emivita massima di 60 minuti, e viene quindi completamente smaltito, nel caso dei DOMS l’acido lattico non ha alcuna influenza.
Essi sono collegati al danno strutturale, a tutte quelle microlesioni del tessuto connettivo e muscolare che si verificano ai livelli dei sarcomeri.
I DOMS si verificano frequentemente nei soggetti fuori allenamento, in soggetti allenati che si cimentano in discipline per loro inusuali ed in quelle attività con un’alta presenza di contrazioni eccentriche cioè contrazioni durante l’allungamento.
È comunemente accettato che l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (DOMS) si verifica quando una persona è esposta ripetutamente a contrazioni muscolari eccentriche elevate o esercizi non abituali ( Clarkson e Hubal, 2002 ).
Ecco perché tali dolori si riscontrano soprattutto nella corsa, specialmente se praticata su percorsi con lunghe o ripide discese, calcetto, tennis, fitness tipo step, cioè dove si verifica un’azione di frenata del nostro corpo.
Altri fattori possono influire sull’insorgenza dei DOMS: un’alimentazione non equilibrata ( in particolare carenze proteiche), carenze minerali, farmaci ed età.
In merito a tempi e modalità di recupero, ci sono parecchi studi anche discordanti tra loro che portano alla conclusione che non esiste nessuna medicina, integratore o terapia che riesca ad attenuarne l’intensità una volta insorti. Anche lo stretching è risultato inefficace, così come l’interrompere completamente qualsiasi attività, al contrario di un’attività blanda che sembrerebbe apportare beneficio.
La miglior prevenzione contro i DOMS è l’allenamento attraverso un aumento graduale dei carichi di lavoro che permette un adattamento meno traumatico.

Teniamo conto che ogni volta che ci alleniamo produciamo milioni di radicali liberi; questi agiscono come schegge, danneggiando ogni cellula muscolare con cui entrano in contatto.
Il danno che causano è la fonte maggiore del continuo dolore muscolare e la debolezza che si avverte i giorni successivi ad un allenamento pesante.
Vi sono oltre 100 studi che supportano questa scoperta, un elenco completo di queste ricerche si può consultare su Oxy-radicals in Molecular Biology and Pathology, Ed AR Liss, New York, 1988.
L’utilizzo preventivo di supplementi antiossidanti negli atleti è necessario per combattere l’inevitabile danno muscolare causato dai radicali liberi generati dall’esercizio, nonché per accorciare il tempo di recupero degli allenamenti; l’integrazione antiossidante dovrebbe essere parte integrante di ogni programma nutrizionale di tutte le discipline sportive.
Antiossidanti di ultima generazione come l’integratore Nutrigen SOD (a base Olygopin/Picnogenolo, SOD, Rame, Vitamina E/d-alfa tocoferolo*), Cuprum C (a base di Vitamina C + Rame) e rigeneratori mitocondriali proenergetici come l’integratore BIOnadh plus (a base di Q10 e NADH) se adeguatamente utilizzati in associazione sinergica possono rappresentare un aiuto assai efficace.

*E’ importante sapere che la Vitamina E può essere sia sintetica che naturale. Il d-Alfa Tocoferolo è naturale; il dl-Alfa Tocoferolo è sintetico. La sigla “d” e la sigla “dl” sono la chiave per riconoscere la forma naturale da quella sintetica. Studi clinici mostrano inequivocabilmente che la forma di Vitamina E naturale, il d-alfa tocoferolo, aumenta i livelli di vitamina E nel siero del 40% e nei globuli rossi del 300% rispetto alla forma sintetica dl-alfa tocoferolo. (Dr. M. Colgan 1993).

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