Minerali utili al sistema immunitario

Minerali utili al sistema immunitario

Minerali utili al sistema immunitario

A cura di Vladimiro Lambertelli

ZINCO
Una delle attività dello zinco è di agire come co-fattore di antiossidanti nutrizionali. Studi su animali rilevano che la carenza di zinco provoca un rapido declino della funzione dei linfociti T e che l’immunità è altrettanto rapidamente ripristinata con supplementazioni del metallo. In animali con immunità nella norma, un supplemento di zinco migliora la risposta linfocitaria. In uno studio eseguito sull’uomo, il Dr. Jean Duchateau e colleghi dell’Università di Bruxelles hanno somministrato a soggetti con zinco e immunità nella norma, 220 mg di solfato di zinco tre volte al giorno per un mese. Rispetto al gruppo di controllo e ai loro stessi valori immunitari prima della supplementazione, le risposte linfocitarie erano notevolmente superiori. Il quantitativo di zinco era veramente troppo (e in forma errata) per qualsiasi scopo che non fosse stata una sperimentazione, ma dimostra che lo zinco può alzare l’immunità sopra i livelli normali. Per un giusto quantitativo di supplementazione per l’atleta, fare riferimento ai dosaggi integrativi rapportati alla supplementazione sinergica dei vari fattori antiossidanti utilizzati nelle formule in rapporto al loro valore biologico.
Vedi Nutrigen SOD.

SELENIO
Il selenio, in sinergia con la Vitamina E, funziona da antiossidante. Come visto in precedenza, la vitamina E protegge i grassi dalla perossidasi lipidica nelle membrane cellulari, compreso le membrane delle cellule immunitarie. Una nuova ricerca del Dr. Fulvio Ursini e colleghi dell’Università di Padova ha scoperto un enzima selenio-dipendente, la fosfolipide-idroperossido-glutatione perossidasi, che ne condivide l’azione; disintossica i grassi perossidati all’interno della membrana e quindi risparmia Vitamina E . Da anni si sa che il selenio attiva anche l’enzima antiossidante glutatione-perossidasi all’interno della cellula stessa; quest’enzima distrugge il perossido di idrogeno tossico e i perossidi derivanti dai lipidi . Un giusto incremento di selenio è quindi fondamentale per rafforzare l’immunità. Animali a cui è stata somministrata una supplementazione di solo selenio hanno aumentato la loro capacità immunitaria del 400%; inoltre sempre da studi su animali, è stato rilevato che se una dieta è carente di selenio, si riduce anche l’effetto benefico della Vitamina E e che la somministrazione associata dei due elementi nutrizionali ha dato le maggiori risposte immunitarie. In un lavoro recente, animali resi carenti sia di tocoferolo sia di selenio hanno sviluppato una forte immunodepressione e la supplementazione dei due elementi ha riportato la risposta dei linfociti T a livelli normali. Gli effetti della supplementazione a base di selenio non sono mai stati sperimentati sull’immunità degli atleti, però le proprietà chimiche ed i suoi effetti sugli animali sembrano convalidarne l’uso in sinergia con la Vitamina E. Vedi Nutrigen SOD.

Rame/Vitamina C
La concentrazione di Vitamina C nei neutrofili e macrofagi è circa 150 volte superiore alla sua concentrazione nel plasma. Durante la reazione ossidativa, nel fronteggiare l’infezione, i neutrofili succhiano Vitamina C come spugne; poi la usano per inibire parte dell’ossidazione. Non sorprende che la risposta dei leucociti neutrofili viene a mancare in caso di carenza di acido ascorbico . La supplementazione riduce anche il danno tissutale e innalza la risposta leucocitaria in individui sani. L’azione antiossidante della Vitamina C riveste un ruolo importantissimo nelle ossidazioni che coinvolgono l’ossigeno molecolare; l’acido ascorbico favorisce altresì l’azione antiradicalica della vitamina E. La Vitamina C interviene sulla funzione della ghiandola midollare surrenale (nella quale è presente in grande quantità) stimolando la sintesi dell’adrenalina, sostanza fondamentale per il corpo umano nello stress. La vitamina C rafforza la funzione dei fagociti, aumenta la produzione di anticorpi, disattiva i radicali liberi, inattiva le tossine batteriche; il consumo abituale di supplementazioni di Vitamina C favorisce la produzione di più anticorpi igG e igM, con aumento della resistenza alle infezioni soprattutto di tipo virale (Valance 1977). L’acido ascorbico partecipa alle reazioni di ossido riduzione sottraendo o aggiungendo atomi di idrogeno alla molecola ossidandosi rapidamente in acido deidro-ascorbico (reazione rame dipendente); l’acido deidro-ascorbico è un potente agente ossidante, il quale “prendendo” a sua volta due atomi di idrogeno viene “ridotto” nuovamente in acido ascorbico nei tessuti. La formula Vitamina C + Rame funziona quindi come un sistema nel quale la Vitamina C agisce come generatore, mentre il rame agisce come catalizzatore e trasportatore, in sinergia ideale . Il Rame svolge nell’organismo umano molteplici funzioni biologiche, tra le quali la stimolazione dell’attività antiradicalica della SOD (che contiene due atomi di rame) nei confronti dei radicali superossido, conferendogli un’azione antinfiammatoria. L’attività antinfiammatoria del Rame avviene attraverso vari meccanismi biochimici; attraverso la stimolazione della lisilossidasi (enzima indispensabile nei processi di riparazione tissutale), diminuzione della sintesi di PGE2 (prostaglandine pro-infiammatorie e vaso dilatatrici), aumento della sintesi di PGF2 (protaglandine antinfiammatorie e vaso costrittrici) che favoriscono la riduzione della permeabilità capillare; Il rame non si trova nell’organismo allo stato libero, ma sottoforma di complessi proteici ai quali trasmette le sue proprietà particolari. Per informazioni approfondite su Vitamina C e Rame si rimanda alla dispensa tecnica relativa al Cuprum C.

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