Come le vitamine intervengono sul sistema immunitario

Come le vitamine intervengono sul sistema immunitario

Come le vitamine intervengono sul sistema immunitario

A cura di Vladimiro Lambertelli

Vitamina E/d-alfatocoferolo
Attualmente sono disponibili oltre 100 ricerche, effettuate dal 1980 in poi, che dimostrano gli effetti immunitari della Vitamina E. Il contenuto della Vitamina E nei granulociti e nei linfociti è di 10-20 volte maggiore di quello dei globuli rossi, ecco quindi l’importanza di questo nutriente. Il compito principale del tocoferolo è prevenire la perossidasi lipidica nelle membrane delle cellule, cioè impedire l’ossidazione dei grassi causata dai radicali liberi. La vitamina E rappresenta il migliore antiossidante dentro ciascuna delle 30.000 miliardi di cellule; la sua carenza danneggia le membrane dei linfociti e quindi il sistema immunitario si deprime gravemente. Una sua supplementazione risolve questo problema ed innalza l’immunità persino nei soggetti e/o animali sani. Il Dr. M. Chavance, per esempio, ha seguito 100 soggetti umani normali per tre anni; le infezioni sono state molto minori per coloro che avevano alti livelli di Vitamina E. Uno dei meccanismi operativi di questa vitamina è ridurre il danno causato dal sistema immunitario stesso; infatti, quando i microfagi e i neutrofili attaccano le infezioni impiegano molto ossigeno, producendo un aumento dei processi ossidativi che rilasciano molti radicali liberi i quali danneggiano i tessuti.
La ricerca sulla capacità del tocoferolo di aumentare l’immunità va in parallelo con la ricerca sulla sua azione antiossidante per prevenire le lesioni negli atleti, ai quali viene consigliato l’uso di Vitamina E durante i periodi di allenamento intenso. Una casistica di alcuni atleti di livello olimpionico che hanno seguito una prassi integrativa, mostra che gli stessi hanno passato tre anni senza una sola infezione, assumendo giornalmente dosi di vitamina e altri antiossidanti; i loro esami immunologici dimostrano oggi che sono in ottima salute. E’ importante sapere che la Vitamina E può essere sia sintetica che naturale. Il d-Alfa Tocoferolo è naturale; il dl-Alfa Tocoferolo è sintetico. La sigla “d” e la sigla “dl” sono la chiave per riconoscere la forma naturale da quella sintetica.
Studi clinici mostrano inequivocabilmente che la forma di Vitamina E naturale, il d-alfa tocoferolo, aumenta i livelli di vitamina E nel siero del 40% e nei globuli rossi del 300% rispetto alla forma sintetica dl-alfa tocoferolo. (Dr. M. Colgan 1993).
Vedi (Nutrigen SOD) e (Bionadh plus).

Beta-Carotene
Si pensava che il beta-carotene si convertisse semplicemente in Vitamina A nel corpo, ma ora sappiamo che ha attività proprie nella prevenzione delle malattie; una di queste attività è aumentare l’immunità. Studi su animali pubblicati sul Journal of the National Cancer Institute dimostrano che supplementazioni di beta-carotene aumentano l’azione del sistema immunitario contro alcuni tumori; la scoperta più importante è che questa sostanza nutritiva, nell’animale, può far regredire alcuni tumori maligni e può curarne altri. Il motivo principale di questa potente azione è che il beta-carotene fa liberare ai macrofagi del sistema immunitario una sostanza chimica specifica chiamata fattore di necrosi tumorale TNF. Se il beta-carotene può combattere il tumore maligno, è plausibile che faccia meraviglie per il ben minore trauma dell’esercizio. Numerosi studi su animali ed in vitro dimostrano che il beta-carotene aumenta la risposta dei linfociti e delle cellule natural killer in molti casi, ma la maggior evidenza per gli atleti è data dal confronto con uomini normali sani. Finora ci sono solo due studi validi; nel primo, giovani sani con immunità nella norma hanno ricevuto una supplementazione di 180 mg al giorno di beta-carotene; i risultati hanno mostrato un aumento significativo nel livello dei linfociti T. Nel secondo, a gruppi diversi di uomini e donne sani con immunità nella norma sono stati somministrati placebo a 15, 30, 45, 60 mg di beta-carotene al giorno per tre mesi; il placebo e la dose di 15 mg non hanno sortito alcun effetto. Le dosi di 30, 45 e 60 mg hanno aumentato i livelli base dei linfociti T helper (T4) e delle cellule natural Killer (I). Non si è verificato nessun aumento dei livelli di Vitamina A nel corpo, indicando quindi che era il beta-carotene a causare la immunostimolazione. Questi risultati fanno pensare che vi sia una dose di soglia sotto la quale il beta-carotene non serve per aumentare l’immunità. Sulla base di questo lavoro e delle proprietà antiossidanti evidenziate, il Colgan Institute usa, per gli atleti, 25-30 mg di betacarotene al giorno. (Nutrigen SOD) (Spirulina MR) .

Vitamina C/Rame 
La concentrazione di Vitamina C nei neutrofili e macrofagi è circa 150 volte superiore alla sua concentrazione nel plasma. Durante la reazione ossidativa, nel fronteggiare l’infezione, i neutrofili succhiano Vitamina C come spugne; poi la usano per inibire parte dell’ossidazione. Non sorprende che la risposta dei leucociti neutrofili viene a mancare in caso di carenza di acido ascorbico .
La supplementazione riduce anche il danno tissutale e innalza la risposta leucocitaria in individui sani. L’azione antiossidante della Vitamina C riveste un ruolo importantissimo nelle ossidazioni che coinvolgono l’ossigeno molecolare; l’acido ascorbico favorisce altresì l’azione antiradicalica della vitamina E.
La Vitamina C interviene sulla funzione della ghiandola midollare surrenale (nella quale è presente in grande quantità) stimolando la sintesi dell’adrenalina, sostanza fondamentale per il corpo umano nello stress. La vitamina C rafforza la funzione dei fagociti, aumenta la produzione di anticorpi, disattiva i radicali liberi, inattiva le tossine batteriche; il consumo abituale di supplementazioni di Vitamina C favorisce la produzione di più anticorpi igG e igM, con aumento della resistenza alle infezioni soprattutto di tipo virale (Valance 1977). L’acido ascorbico partecipa alle reazioni di ossido riduzione sottraendo o aggiungendo atomi di idrogeno alla molecola ossidandosi rapidamente in acido deidro-ascorbico (reazione rame dipendente); l’acido deidro-ascorbico è un potente agente ossidante, il quale “prendendo” a sua volta due atomi di idrogeno viene “ridotto” nuovamente in acido ascorbico nei tessuti. La formula Vitamina C + Rame funziona quindi come un sistema nel quale la Vitamina C agisce come generatore, mentre il rame agisce come catalizzatore e trasportatore, in sinergia ideale . Il Rame svolge nell’organismo umano molteplici funzioni biologiche, tra le quali la stimolazione dell’attività antiradicalica della SOD (che contiene due atomi di rame) nei confronti dei radicali superossido, conferendogli un’azione antinfiammatoria. L’attività antinfiammatoria del Rame avviene attraverso vari meccanismi biochimici; attraverso la stimolazione della lisilossidasi (enzima indispensabile nei processi di riparazione tissutale), diminuzione della sintesi di PGE2 (prostaglandine pro-infiammatorie e vaso dilatatrici), aumento della sintesi di PGF2 (protaglandine antinfiammatorie e vaso costrittrici) che favoriscono la riduzione della permeabilità capillare; Il rame non si trova nell’organismo allo stato libero, ma sottoforma di complessi proteici ai quali trasmette le sue proprietà particolari. Per informazioni approfondite su Vitamina C e Rame si rimanda alla dispensa tecnica relativa al Cuprum C.

Coenzima Q10 
Il coenzima Q10 è una sostanza nutrizionale che ha avuto un vasto uso nel trattamento di malattie cardiache in Europa e in Giappone; il Q10 è anche un potente antiossidante, neutralizza molti radicali liberi così come aumenta l’efficienza del ciclo energetico e aiuta a migliorare l’immunità negli atleti.
Un livello muscolare CoQ molto alto è un fattore necessario per poter eccellere; gli atleti d’élite mostrano infatti dei livelli molto più alti rispetto alla popolazione sedentaria. Allenamenti lunghi ed intensi aumentano il CoQ muscolare.
Occorrono anni per arrivare a questo punto ma con una corretta integrazione alimentare si può superare il problema. Il Dr. Karl Folkers e colleghi all’Università del Texas hanno dimostrato che supplementi orali di CoQ possono aumentare facilmente i livelli muscolari, aumentando il rendimento. In collaborazione con il Dr. Folkers della Free University di Bruxelles, sono stati somministrati, ad un gruppo di giovani uomini sani, 60mg di CoQ al giorno per 8 settimane.
Non fu cambiato il livello di attività fisica giornaliera che era comunque bassa; la loro capacità operativa aumentò del 28%. La forma da utilizzare nelle supplementazioni è il Q10 che è la molecola utilizzata dal corpo umano; i ricercatori hanno scoperto che l’effetto finale di un’elevata presenza di questa molecola nei muscoli è una netta riduzione dei radicali liberi. Tuttavia i livelli di CoQ diminuiscono rapidamente dopo i 25 anni; quindi per le sue multiple funzioni essenziali nella resa atletica, sono consigliabili supplementi giornalieri di 30-60 mg di Q10. Centinaia di studi sul coenzima Q10 dimostrano come questo elemento nutritivo insieme agli effetti fortemente antiossidanti e proenergetici, evidenzi effetti positivi sull’immunità giustificandone una sua supplementazione in tal senso. Venti anni fa al New England Research Institute del Connecticut il Dr. Emile Bliznakof ed il suo gruppo hanno riferito per primi una serie di studi che dimostrano come supplementazioni di coenzima Q10 favoriscono l’attività dei macrofagi negli animali; risultati poi confermati da altri laboratori.
Animali nutriti con Q10 hanno migliorato l’immunità mediata dalle cellule e la resistenza alle infezioni batteriche; anche l’immunità umorale viene aumentata dal coenzima Q10. Negli animali il coenzima Q10 mostra di avere un’attività antivirale contro il potente virus della leucemia di Friend; inoltre protegge gli animali dagli attacchi, altrimenti letali, dell’encefalomiocardite.
Negli esseri umani alcuni studi dimostrano l’inversione di tendenza nella diminuzione dell’immunità umorale causato dall’età con supplementazioni di 60 mg al giorno di coenzima Q10. (Bionadh plus)

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